Nelle Marche gli accreditamenti vanno a bando

Il Presidente della Regione Marche, come già annunciato, avvia la riforma del sistema degli accreditamenti istituzionali nella sanità.

Non più uno spazio preferenziale agli erogatori privati già esistenti sul mercato, ma una vera e propria riqualificazione attraverso gare ad evidenza pubblica.

La decisione trae origine dal decreto del Ministero della Salute del 19.12.2022 con il quale sono stati ridefiniti i criteri che le Regioni devono adottare per la «valutazione in termini di qualità, sicurezza ed appropriatezza delle attività erogate, per l’accreditamento e per gli accordi contrattuali con le strutture sanitarie.

Il 26 giugno u.s. la giunta regionale ha pertanto approvato una delibera che rimette in discussione i contratti in essere con il privato, con gli accreditamenti che dovranno passare per gare pubbliche.

Le associazioni di categoria sono scese in campo pesantemente dichiarando tutto il disappunto per la scelta adottata. L’assessore alla Sanità Filippo Saltamartini ha dichiarato che «i soggetti privati interessati agli accordi contrattuali devono essere individuati, mediante procedure trasparenti, eque e non discriminatorie, previa pubblicazione da parte delle Regioni di un avviso contenente criteri oggettivi di selezione, che valorizzino prioritariamente la qualità delle specifiche prestazioni sanitarie da erogare».

Ciò comporterà necessariamente una scelta insindacabile del committente su qualità e tipologie dei servizi che il privato potrà e dovrà erogare, tenuto conto della programmazione sanitaria regionale.

Due gli incontri finora tenuti in tra ente Regione e i maggiori rappresentanti del comparto datoriale della sanità. Presenti, oltre all’assessore Saltamartini, i rappresentanti di Acop, Aiop, Aris, del Comitato Enti Gestori, delle Asp, Federsolidarietà Confcooperative, Legacoop, Crea, Orme.

I rappresentanti delle associazioni interessate hanno avanzato vari spunti di riflessione, che verranno valutati in sede applicativa.

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