Gettonisti: problema o risorsa

Sono trascorsi più di tre anni dal Decreto legge 34 del 2023 che aveva previsto il ricorso ai medici gettonisti soltanto in modo temporaneo ed eccezionale, avviando di fatto i contratti “ad esaurimento”. Due anni da quando con il Decreto Ministeriale 17 giugno 2024, intitolato: “Adozione delle linee guida recanti le specifiche tecniche, i prezzi di riferimento e gli standard di qualità dei servizi medici ed infermieristici da affidare a terzi in caso di necessità e urgenza da parte delle aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale, per fronteggiare lo stato di grave carenza di organico del personale sanitario”, si configurava la fine del “mercimonio” dei medici “a gettone”.

Con questo provvedimento si cercava di fronteggiare lo stato di grave carenza di organico del personale sanitario, concedendo la possibilità di affidare a terzi i servizi medici ed infermieristici solo in caso di necessità e urgenza, in un’unica occasione e senza proroga, a seguito della verificata impossibilità di utilizzare personale già in servizio, sia dipendente sia in regime di convenzione con il Servizio sanitario nazionale. Inoltre si dava la possibilità di assumere gli idonei collocati in graduatorie concorsuali in vigore e di avvalersi in regime di convenzione del personale iscritto nelle graduatorie per l’assistenza specialistica ambulatoriale interna, nonchè di espletare le procedure di reclutamento del personale medico e infermieristico autorizzate. Tali servizi potevano essere affidati, per un periodo non superiore a dodici mesi, anche nei casi di proroga di contratti già in corso di esecuzione, ad operatori economici che si avvalevano di personale medico ed infermieristico in possesso dei requisiti di professionalità contemplati dalle disposizioni vigenti per l’accesso a posizioni equivalenti all’interno degli enti del servizio sanitario nazionale.

In ogni caso, la scadenza dei contratti dei medici “a gettone” cessava a luglio del 2024, con deroghe, ma solo in casi particolari ed eccezionali ed al netto delle procedure che le aziende sono tenute a mettere in atto per sanare la situazione degli organici.

La realtà è un’altra, anche in considerazione del fatto che l’ennesimo decreto milleproroghe, oggi, consente, su base volontaria, lo spostamento dell’età pensionabile ai 72 anni ed il ritorno in servizio ai medici pensionati, motivo per il quale il mercato dei gettonisti è stato incrementato.

Fino a quando non si prenderanno serie misure, indispensabili per fronteggiare la carenza di personale medico, soprattutto in medicina di urgenza ed emergenza e nei pronto soccorso, la realtà dei fatti dice che dei medici cosiddetti a gettone vi è necessità.  Molto spesso nonostante l’attivazione di procedure concorsuali per il reclutamento di medici di Pronto Soccorso, non pervengono candidature.

Resta comunque inadeguata la politica di assunzioni di medici e dirigenti sanitari e assente una strategia per rendere attrattivo il lavoro del medico in ospedale. 

Ad oggi i “gettonisti” continuano a essere presenti in oltre la metà dei pronto soccorso italiani. Secondo un’indagine condotta dalla Federazione di Medici Internisti Ospedalieri si configura un sistema sanitario molto in crisi nel quale per circa il 55% dei pronto soccorso si continua a fare ricorso a medici esternalizzati o con contratti autonomi.

Diversa la situazione nelle unità operative di medicina interna, dove l’uso dei gettonisti risulta residuale ed inferiore al 20%. Ciò che prevale secondo questa indagine è il malessere della categoria che denuncia stress, sovraccarico e peggioramento delle condizioni di lavoro che aumenta la migrazione al nord e all’estero.

La verità è che se non si dovesse guardare più ai gettonisti come a dei mercenari ingaggiati da società interinali per necessità di coprire posti che in altro modo non si avrebbe la possibilità di coprire, ma si bandissero concorsi regionali per posti specializzati, forse diminuirebbe il costo finanziario sopportato dal territorio richiedente ed esisterebbe una regolamentazione che finora non c’è e non è stata normata. Nuove assunzioni, nuovi bandi, nuovi concorsi forse diminuirebbero la necessità che, allo stato attuale, si avverte ancora forte di richiedere medici a gettone.

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