COMUNICATO 14 MAGGIO 2026
Sono stati pubblicati in Gazzetta Ufficiale i decreti del Ministero dell’Università e Ricerca che introducono nuove lauree magistrali per gli infermieri in area territoriale, emergenza ed urgenza e neonatologia e pediatria. Dunque un passo decisivo per la ridefinizione del ruolo dell’infermiere, con percorsi formativi che migliorano ed aumentano le competenze di questa importantissima figura professionale nella sanità.
Il fulcro della riforma riguarda l’istituzione di tre nuove lauree magistrali rivolte che dovranno partire nel 2027. I percorsi di laurea riguarderanno la formazione dell’infermiere di famiglia e di comunità per le cure primarie e l’assistenza territoriale; l’infermiere specialista nelle aree di urgenza e emergenza; quello esperto per la neonatologia e la pediatria.
Le prescrizioni mediche, le diagnosi, i referti rimangono di esclusiva competenza del medico, gli infermieri specializzati potranno prescrivere dispositivi, ausili e presidi direttamente collegati all’assistenza infermieristica.
Per i pazienti, il cambiamento più importante potrebbe riguardare la diminuzione dei passaggi burocratici per ottenere presidi, ausili e dispositivi legati all’assistenza quotidiana. Ovviamente ciò dipenderà da come le regioni e soprattutto le ASL intendano applicare la riforma nei propri modelli organizzativi.
Un altro effetto riguarda le dimissioni ospedaliere, soprattutto per gli anziani fragili, per i bambini con bisogni speciali, per pazienti usciti dalla terapia intensiva, in quanto le nuove figure specialistiche agevoleranno il passaggio dall’ospedale al domicilio, evitando ritardi nell’attivazione di presidi, tecnologie e percorsi di assistenza. La riforma richiama infatti la continuità delle cure e il raccordo con famiglie e caregiver.
Nella realtà l’infermiere specialista potrebbe diventare una figura di riferimento nelle cure primarie, educando il paziente all’autogestione nelle cure.
Ovviamente le nuove figure professionali dovranno essere promosse dal sistema territoriale, dalle regioni e da tutti gli attori, affinchè l’infermiere specialista non resti confinato ad un ruolo puramente formale.
a cura dell’avv. Maria Antonella Mascaro

