Ulteriore rinvio del contributo ENPAM 4%

ENPAM ha ulteriormente rinviato al 30 settembre di quest’anno il termine ultimo per versare il nuovo contributo del 4 per cento a carico degli specialisti che esercitano in strutture private accreditate con il Servizio Sanitario Nazionale.

La scadenza, in un primo tempo fissata al 31 marzo scorso, era già stata rimandata una volta. Nel frattempo, il Consiglio di Amministrazione di ENPAM, con il via libera dei Ministeri Vigilanti, ha introdotto un tetto al contributo.

Per effetto di questa misura i Medici e gli Odontoiatri coinvolti, su richiesta, potranno limitare il contributo aggiuntivo in modo che l’importo non superi un decimo del compenso ricevuto dalla struttura (oppure un ventesimo del compenso nel caso di pensionati).

Le modalità operative per fare richiesta del tetto e per versare il contributo del 4% verranno rese note da ENPAM in tempo utile per la scadenza del 30 settembre 2024.

Pienamente accolte in seno al Consiglio di Amministrazione le istanze più volte prodotte alla Fondazione da parte di Acop, in quanto il comunicato diffuso da ENPAM sulla delibera adottata dalla con l’ok dei Ministeri Vigilanti, finalmente fa riferimento al contributo a carico degli specialisti e non più a carico delle strutture sanitarie, con la possibilità di ridurre l’importo ad un decimo di quanto effettivamente corrisposto al medico dalla struttura e non più sulla base del fatturato che la struttura sanitaria avrebbe prodotto grazie all’apporto del medico libero professionista.

Questi professionisti – si legge sul sito ENPAM – beneficiano da tempo di un contributo previdenziale del 2% calcolato sul fatturato del proprio committente. Da quest’anno, infatti, gli stessi sanitari devono aggiungere un ulteriore contributo del 4%, sempre calcolato sul fatturato delle strutture committenti, ma a carico dei singoli professionisti.

Tuttavia, in alcune situazioni particolari oppure nel caso di medici sottopagati, è emerso il problema che il 4% calcolato su quanto la struttura fattura al SSN possa rappresentare un importo troppo elevato rispetto al compenso che la struttura stessa riconosce al medico.

Il Cda dell’ente di previdenza con la delibera ha quindi deciso che il singolo professionista potrà chiedere di limitare il pagamento di questo 4% in modo che l’importo non superi un decimo del compenso ricevuto dalla struttura (oppure un ventesimo del compenso nel caso di pensionati).

“Posto che il problema dei compensi troppo bassi ai medici va risolto alzandoli – dice il presidente dell’Enpam Alberto Oliveti –, nel frattempo abbiamo ritenuto doveroso che l’Ente di previdenza tutelasse i colleghi con una clausola di salvaguardia”.

L’introduzione del contributo del 4% si è resa necessaria per ristabilire l’equilibrio previdenziale della gestione degli Specialisti esterni, come richiesto dai ministeri vigilanti e dalla Corte dei conti.

Nel caso dei medici in attività, questa contribuzione aggiuntiva farà maturare una pensione futura più alta. In modo analogo, nel caso di medici che svolgono attività specialistica esterna dopo il pensionamento, questi contributi danno diritto a un supplemento di pensione che l’Enpam liquiderà periodicamente in automatico, cioè senza bisogno di richiesta.

Piena soddisfazione da parte del Direttivo Nazionale di Acop per le determinazioni adottate anche grazie al contributo delle riflessioni proposte dall’associazione.

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