Proposta di legge regionale per adottare Modelli 231

a cura dell’avv. Maria Antonella Mascaro

In Puglia, è all’esame da pochi giorni un progetto di legge regionale che configura l’adozione del modello, ex D.lgs. 231/2001 – che riguarda la disciplina della responsabilità amministrativa degli enti – per tutte le imprese, quale condizione necessaria per partecipare a gare pubbliche e per ottenere erogazioni pubbliche.

Antesignana la regione Puglia, dove la proposta di legge  che titola: “Interventi regionali per la promozione e l’adozione del modello di organizzazione, gestione e controllo, ai sensi degli articoli 6 e 7 del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231” (Disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica, a norma dell’articolo 11 della legge 29 settembre 2000, n. 300) è ritornata in Commissione in sede consultiva.

La legge regionale si pone il fine di rafforzare, nella Regione Puglia, l’incidenza del Decreto legislativo 8 giugno 2001. n. 231 che, non prevede l’obbligatorietà dell’adozione dei modelli di organizzazione e di gestione, ma la considera un requisito indispensabile per realizzare l’esenzione dalla responsabilità amministrativa, in casi di illeciti amministrativi dipendenti da reato.

E’ ben noto che con il decreto legislativo 231/2001 si è sovvertito il principio cardine per il quale la responsabilità penale è personale, al punto che si è introdotto il concetto di illecito ammnistrativo da reato per giustificare la responsabilità del soggetto con personalità giuridica, ma nella realtà dei fatti si tratta di una vera e propria responsabilità penale.

Nel caso della Puglia l’attestazione tecnico normativa, rilasciata dalla sezione degli studi giuridici e legislativi del Consiglio regionale, ritiene che il testo sia ossequioso dei principi costituzionali e conforme alla legislazione nazionale e comunitaria. 

Di senso opposto, invece, il parere espresso dal delegato della Segretaria generale della Presidenza della Giunta regionale.

accanto agli interventi legislativi si sono succedute numerose pronunce giurisprudenziali che hanno segnalato l’opportunità per Enti e società di dotarsi del modello ex D.lgs. 231/01, che per quanto non obbligatorio, viene però considerato una scelta imprenditoriale virtuosa, oltre che vantaggiosa per l’Ente o società che l’abbia adottato. 

La predisposizione del modello in oggetto sta diventando progressivamente uno strumento necessario per l’efficiente conduzione e controllo dell’attività d’impresa, sia essa di matrice pubblica o privata, ai fini dell’acquisizione di un alto livello di legalità. Sempre più spesso è un requisito richiesto per la partecipazione ad alcune gare.

La Regione riconosce la fondamentale importanza dei principi ispiratori del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, allo scopo di contrastare la corruzione e il lavoro nero e di favorire la tutela della salute e della sicurezza sul lavoro nonché il rispetto della normativa ambientale. La legge si vorrebbe applicare a tutti gli enti con natura pubblica, anche società in house, specialmente quelle che richiedono sovvenzioni e finanziamenti pubblici.

Se la legge venisse approvata, entro il termine di sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge, i soggetti interessati dovranno adottare modelli di organizzazione, di gestione e controllo ai sensi degli artt. 6 e 7 del d. lgs. 231/2001, che prevedano, in relazione alla natura dei servizi e delle attività svolte e alla dimensione dell’organizzazione, misure idonee a garantire lo svolgimento della propria attività nel rispetto della legalità, della etica e della trasparenza, e a prevenire eventuali situazioni di rischio riconducibili alle fattispecie di reato contemplate dal d. lgs. 231/2001. 

Questi soggetti, provvederanno anche alla nomina dell’Organismo di vigilanza e trasmetteranno alla Regione la documentazione comprovante l’adozione dei modelli e la nomina dell’Organismo di vigilanza. Infine, l’adozione del modello diventerebbe condizione necessaria per la partecipazione alle nuove procedure di erogazione di somme di denaro o di affidamento di appalti pubblici.

Sostanzialmente questa legge renderebbe obbligatoria l’adozione del modello di gestione, controllo e organizzazione ex D.lgs. 231/2001 a livello regionale, ciò che ancora a livello nazionale non è.

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