Arriva la ricetta europea: nuovo decreto del ministero

Il Ministero della Salute ha approvato il decreto sulle prescrizioni transfrontaliere, consentendo ai cittadini italiani di utilizzare le ricette mediche elettroniche direttamente nelle farmacie degli altri Paesi dell’Unione Europea aderenti al sistema di scambio digitale. La misura semplifica l’accesso ai farmaci per chi viaggia o si sposta per motivi di lavoro e studio all’interno dell’UE.  Alla base della riforma c’è l’idea di rendere i sistemi sanitari dei Paesi dell’Unione europea compatibili tra loro. Il progetto si inserisce nella strategia europea conosciuta come MyHealth@Eu una rete che collega digitalmente le sanità nazionali per consentire lo scambio sicuro di informazioni mediche essenziali. Nel caso italiano, il decreto del Ministero della Salute, definisce per la prima volta in modo dettagliato come funzionerà il passaggio delle ricette oltre confine. A tal fine è previsto che tutto si reggerà su un’infrastruttura digitale che permetterà a una farmacia di un altro Paese di “leggere” una prescrizione emessa in Italia. Per rendere possibile questo scambio, ogni Paese è collegato a una struttura informatica nazionale. In Italia questo “ponte digitale” è il collegamento tra il Sistema Tessera Sanitaria e le piattaforme europee. Quando una persona si presenterà in farmacia all’estero, il farmacista verificherà la ricetta attraverso questi sistemi. Se tutto coincide, la prescrizione verrà validata e il farmaco consegnato. Il processo, rapido nella sua esecuzione finale, è costruito, tuttavia, su un’infrastruttura complessa che garantisce sicurezza, autenticazione e tracciabilità di ogni passaggio. Non tutti i medicinali rientrano nel circuito elettronico transfrontaliero. Restano esclusi i farmaci soggetti a prescrizione speciale, come gli psicotropi o gli stupefacenti. Il sistema copre i 26 Paesi della UE e i Paesi dell’Area Economica Europea (EEA) come Norvegia, Islanda e Liechtenstein. La Svizzera non è invece obbligata ad accettare queste ricette a causa della mancanza di specifici accordi bilaterali aggiornati con l’UE. Tuttavia, uno degli aspetti più delicati che emerge riguarda la gestione delle informazioni sanitarie, tra i dati più sensibili in assoluto. Il sistema prevede una serie di garanzie molto stringenti: i dati vengono resi anonimi, solo enti pubblici autorizzati possono accedere alle informazioni, ogni operazione viene registrata e tracciata e le comunicazioni avvengono attraverso reti sicure e cifrate. Il Ministero della Salute potrà utilizzare i dati solo per finalità di programmazione sanitaria, mentre alla Commissione europea arriveranno esclusivamente informazioni aggregate. Il cuore operativo del provvedimento è contenuto nell’articolo 5 che prevede che quando un cittadino si presenterà in una farmacia estera dovrà dimostrare la propria identità esibendo un documento, il codice fiscale riportato sulla tessera sanitaria e il numero della ricetta elettronica. A quel punto la farmacia interrogherà il sistema italiano attraverso i collegamenti europei. Se la verifica avrà esito positivo, la prescrizione verrà generata e trasmessa automaticamente alla farmacia, che potrà consegnare il medicinale e registrare l’avvenuta dispensazione. In caso contrario il sistema bloccherà l’operazione. Tale iniziativa rappresenta un passo decisivo verso una sanità sempre più integrata a livello europeo e sicuramente un servizio molto apprezzato dai cittadini per ridurre disagi e attese quando si trovano fuori dall’Italia.

avv. Rossella Gravina

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