Liste di attesa e mobilità sanitaria: unica soluzione incrementare il fondo sanitario

Nei prossimi giorni il governo italiano è pronto a introdurre un nuovo provvedimento per combattere uno degli annosi problemi del sistema sanitario nazionale: le lunghe liste d’attesa. L’annuncio è stato fatto dalla premier Giorgia Meloni durante un’intervento televisivo nel programma di Rete4 “Fuori dal coro”. Questo provvedimento punta a dare risposte concrete alle esigenze dei pazienti che, per poter ricevere le cure necessarie, sono costretti a spostarsi dalla propria regione di residenza, aggravando il fenomeno della mobilità sanitaria passiva.

La normativa in preparazione dovrebbe introdurre meccanismi per incentivare un miglioramento della gestione e per ridurre il divario tra le regioni in termini di accessibilità alle cure. Le linee guida del provvedimento non sono state ancora svelate nel dettaglio dalla Meloni ma, secondo quanto indicato, dovrebbero essere rivelate a breve.

Da tempo il problema delle liste d’attesa affligge i cittadini che, in numerose situazioni, si trovano ad attendere mesi per una visita specialistica o per una procedura chirurgica. Il governo si è detto conscio delle difficoltà economiche presenti, ma ha evidenziato la volontà di investire le risorse necessarie in questo settore, giudicato prioritario per il benessere dei cittadini. 

L’obiettivo dichiarato dalla premier Meloni è quello di migliorare la qualità dell’assistenza sanitaria sul territorio nazionale, garantendo un accesso più equo e tempestivo alle cure. Questo cambiamento strutturale nel sistema sanitario potrebbe rappresentare un passo significativo verso una maggiore equità e efficienza, diminuendo il gap tra domanda di salute e capacità di offerta dei servizi.

Il provvedimento atteso è un segnale di impegno e di attenzione alle problematiche del settore sanitario da parte del governo, settore che spesso si è trovato al centro del dibattito politico e sociale per le sue criticità. Resta da vedere nei prossimi giorni e nelle prossime settimane quali saranno i contenuti specifici e come verrà declinata questa nuova misura nel contesto delle differenti realtà regionali italiane.

Attenderemo il provvedimento, apprezzando la volontà di affrontare le liste di attesa insieme alla mobilità sanitaria, anche perché la migrazione non fa altro che incidere sulle tasche dei cittadini, oltre che sui bilanci dello stato. Le prestazioni che non riescono ad essere erogate nel sud italia per effetto dell’esaurimento del budget, si riversano negli ospedali quando sono indifferibili, oppure in altre regioni del nord italia, addebitando anche il costo in capo ai pazienti del viaggio. Nei casi più estremi (circa il 51% dei cittadini) si rinuncia all’attesa della prestazione in accreditamento, per effettuarla in out of pocket, cioè a totale carico del paziente.

L’unica soluzione percorribile è quella di incrementare i budget regionali, per consentire lo smaltimento delle liste di attesa all’interno delle strutture accreditate, senza provocare la migrazione sanitaria verso altre asl o peggio verso altre regioni, per prestazioni sanitarie che comunque verranno addebitate al SSN, con l’ulteriore costo della logistica in capo al paziente.

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