COMUNICATO 17 GIUGNO 2026
Nuovo tassello nel percorso di rafforzamento della sanità territoriale. Il ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha annunciato l’intenzione di valutare il superamento di alcune incompatibilità che oggi limitano la partecipazione degli specialisti ospedalieri alle Case di Comunità.
L’obiettivo è accelerare la piena operatività delle strutture previste dal PNRR entro il 30 giugno, rafforzando l’offerta assistenziale sul territorio con il contributo di neurologi, geriatri e altri specialisti del Servizio sanitario nazionale. Secondo il ministro, i professionisti ospedalieri dovrebbero poter svolgere attività nelle Case di Comunità al di fuori dell’orario di servizio e su base volontaria, mettendo le proprie competenze a disposizione della medicina territoriale.
La proposta si inserisce nel più ampio progetto di riforma dell’assistenza territoriale, che punta a rendere le Case di Comunità il fulcro della presa in carico dei pazienti cronici e fragili. Schillaci ha inoltre evidenziato la necessità di rafforzare gli organici con infermieri, altri professionisti sanitari e una maggiore integrazione dei servizi di salute mentale.
L’apertura agli specialisti ospedalieri potrebbe rappresentare una risposta concreta alle difficoltà di reperimento del personale necessarie per far funzionare la rete territoriale prevista dal PNRR. Resta ora da capire quali modifiche normative saranno necessarie e quale sarà la reazione delle organizzazioni professionali e delle Regioni, chiamate a un ruolo centrale nell’attuazione della riforma.
Perché è importante
- Possibile ampliamento delle risorse professionali disponibili nelle Case di Comunità.
- Maggiore integrazione tra assistenza ospedaliera e territoriale.
- Accelerazione del percorso di attuazione della riforma della medicina territoriale prevista dal PNRR.
- Potenziale miglioramento della presa in carico dei pazienti cronici, fragili e anziani.

