COMUNICATO 01 LUGLIO 2026
Gli IRCCS- Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico- sono enti a rilevanza nazionale che, secondo standard di eccellenza, perseguono finalità di ricerca, prevalentemente clinica e traslazionale, nel campo biomedico e in quello dell’organizzazione e gestione dei servizi sanitari ed effettuano prestazioni di ricovero e cura di alta specialità, coniugando pertanto i compiti di ricerca scientifica e biomedica con quelli di assistenza e cura ospedaliera. Ne consegue che la ricerca svolta dagli IRCCS è parte integrante del SSN essendo finalizzata a garantire ai cittadini una sanità efficiente e rispondente ai reali bisogni di assistenza e cura del Paese anche attraverso la definizione di nuovi strumenti per la prevenzione, la diagnosi e cura o il loro aggiornamento. Il Ministro della Salute Orazio Schillaci ha confermato l’importanza strategica della recente riforma degli Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico : “Gli Irccs rappresentano la punta più avanzata del nostro servizio sanitario nazionale. Sono i luoghi in cui l’innovazione prende forma, in cui la ricerca traslazionale diventa cura reale, in cui si garantisce equità di accesso alle terapie più moderne”. Ha dichiarato il Ministro Schillaci in occasione delle celebrazioni per trentesimo anniversario dell’Istituto Nazionale Oncologico Candiolo tenute al ministero della Salute. Il ministro ha sottolineato che la riforma degli Irccs, approvata nei mesi scorsi, va nella direzione di “consolidare la governance, accelerare il trasferimento dell’innovazione, favorire la collaborazione tra istituti, università e imprese, e rendere il nostro ecosistema della ricerca ancora più forte e competitivo. La finalità è quella di portare l’innovazione dove serve, nel momento in cui serve, a tutti i cittadini, indipendentemente dal luogo in cui vivono”. Ed invero, la nuova governance, introdotta per riordinare il settore, impone criteri più rigorosi per il riconoscimento e il mantenimento del carattere scientifico. È richiesta una stretta integrazione tra la ricerca scientifica e l’attività clinica, oltre alla capacità di attrarre finanziamenti competitivi. Il Ministro ha, inoltre, sottolineato come gli IRCCS rappresentino l’avanguardia italiana nella cura e nell’innovazione, citando ad esempio gli sviluppi della ricerca oncologica e delle tecnologie a distanza. La riforma, dunque, viene fortemente difesa dal Ministro della Salute per il fine che si pone di rafforzare l’ecosistema scientifico e biomedico italiano potenziando la ricerca traslazionale per trasformarla in cure reali. Schillaci ha confermato che i 54 istituti italiani rappresentano la punta di diamante del Servizio Sanitario Nazionale (SSN). Sul fronte della medicina territoriale, dopo lo stop al decreto che avrebbe inserito d’ufficio i medici di base nelle Case di Comunità, il Ministero ha avviato nuovi tavoli per un’intesa con le regioni e i sindacati. Inoltre, è stato aperto il dibattito su un futuro riordino della sanità integrativa. Il Ministro ha annunciato, all’uopo, la necessità di una riforma strutturale dei fondi sanitari integrativi. Secondo Schillaci, il sistema attuale presenta “troppi vantaggi fiscali e poca equità”. L’obiettivo è creare un maggiore coordinamento nazionale per evitare che la sanità integrativa sostituisca o danneggi le prestazioni universali offerte dal SSN.
avv. Rossella Gravina

