COMUNICATO 05 NOVEMBRE 2026
Il dibattito sul rinnovo del contratto della sanità privata accreditata si fa sempre più acceso.
Ancora oggi, anche da una stampa qualificata si legge o si ascolta la confusione terminologica fra la sanità privata pura e la sanità privata accreditata, unendo sotto la stessa egida terminologica due realtà molto diverse. Questo perché, quando si parla di sanità accreditata non si vuole comprendere che si parla di servizio pubblico, quantomeno di una longa manus dello stesso.
Per questo motivo il contratto della sanità privata accreditata non può restare imprigionato nei rapporti fra imprese e regioni. Nei mesi scorsi e tutt’oggi si è assistito ad un netto rifiuto delle principali associazioni datoriali verso un confronto per il rinnovo del contratto nazionale del lavoro, subordinando l’apertura della trattativa alla preventiva copertura integrale dei costi contrattuali da parte delle regioni.
Questa condizione è inaccettabile da parte dei sindacati, questa volta a firma congiunta di FP CGIL, CISL FP e UIL FP, poiché trasferisce sui lavoratori responsabilità economiche e istituzionali che non dipendono da loro, continuando a penalizzarli sul piano salariale e professionale.
I sindacati, nei giorni scorsi, hanno ritenuto che il Ministero della Salute e la Conferenza delle Regioni dovessero intervenire concretamente per superare l’impasse e consentire la ripresa della contrattazione. Per questo motivo hanno attivato formalmente, presso il Ministero del Lavoro, le procedure di raffreddamento e conciliazione, ai sensi della L. 146/1990.
La richiesta di rinnovo del contratto della sanità privata punta al giusto riconoscimento del valore dei lavoratori del comparto sanitario, al fine di esaltare le competenze e la professionalità degli operatori sanitari.
Nel frattempo il tentativo di conciliazione tra le organizzazioni sindacali e le associazioni datoriali (AIOP e ARIS), svolto nei giorni scorsi presso il Ministero del Lavoro, si è concluso senza raggiungere un accordo. Questo risultato rappresenta un ulteriore ostacolo al rinnovo del contratto nazionale della sanità privata. Va sottolineato come nel confronto siano assenti il Ministero della Salute e la Conferenza delle Regioni, ritenuti soggetti fondamentali per trovare una soluzione.
Di fronte a questo mancato accordo, le organizzazioni sindacali confermano la volontà di proseguire la mobilitazione e chiedono un intervento concreto di tutte le parti coinvolte, affinché vengano riaperte le trattative e riconosciuti i diritti dei lavoratori.
La posizione di ACOP sul rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) della sanità privata è sempre stata favorevole all’apertura immediata del tavolo negoziale senza condizioni preliminari, diversamente ed in opposizione alle altre alle due associazioni datoriali rappresentate da AIOP e ARIS. Pur riconoscendo come fondamentale il tema della sostenibilità economica delle strutture sanitarie e l’adeguamento dei finanziamenti pubblici, ACOP – attraverso le pubbliche dichiarazioni rese in questi mesi dal suo Presidente e dal Vicepresidente – ritiene che questo non debba essere un ostacolo o un blocco per la contrattazione e il miglioramento delle retribuzioni del personale e continua a dichiararsi pronta a firmare slegandosi dal ricatto dei rimborsi.
a cura dell’avv. Maria Antonella Mascaro
