Conciliazione famiglia-lavoro: nuove agevolazioni contributive per le imprese certificate

È stato pubblicato il 15 ottobre 2026, sul sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, il Decreto interministeriale dell’8 settembre 2026, adottato di concerto con il Ministero per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità e il Ministero dell’Economia e delle Finanze, che disciplina le modalità di accesso agli incentivi contributivi previsti dall’articolo 6 del D.L. n. 62/2026, convertito dalla Legge n. 112/2026.

Il provvedimento intende promuovere l’adozione, da parte delle imprese, di modelli organizzativi orientati a favorire l’equilibrio tra responsabilità professionali e familiari, attraverso il riconoscimento di specifici benefici economici.

Le agevolazioni previste

Le aziende in possesso della certificazione UNI/PdR 192:2026, relativa ai sistemi di gestione per la conciliazione tra vita familiare e lavoro, possono beneficiare di un esonero dal versamento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, nella misura non superiore all’1% e fino a un massimo di 50.000 euro annui per impresa.

Il beneficio è parametrato su base mensile e riconosciuto per il periodo di validità della certificazione, pari a 36 mesi, e comunque non oltre il 31 dicembre 2028.

L’agevolazione è subordinata al rispetto delle condizioni previste dalla normativa vigente, comprese quelle relative alla regolarità contributiva e agli aiuti di Stato, nonché alla disponibilità delle risorse stanziate. In caso di insufficienza dei fondi, il beneficio potrà essere proporzionalmente ridotto.

La certificazione richiesta

Per accedere all’incentivo, le imprese devono conseguire la certificazione secondo la prassi UNI/PdR 192:2026, rilasciata da organismi accreditati.

La certificazione valuta l’adozione di politiche aziendali strutturate a sostegno della genitorialità, della gestione dei carichi di cura familiare, del benessere organizzativo e delle pari opportunità.

Tra gli ambiti di intervento rientrano la flessibilità organizzativa, le misure di sostegno alla maternità e alla paternità, i servizi di welfare aziendale e gli strumenti finalizzati a favorire una migliore conciliazione tra tempi di vita e tempi di lavoro.

Modalità di accesso al beneficio

Le aziende interessate dovranno presentare apposita domanda all’INPS, esclusivamente in modalità telematica, secondo le istruzioni operative e le finestre temporali definite dall’Istituto.

La domanda dovrà contenere, tra le altre informazioni, i dati relativi alla certificazione conseguita, alla consistenza occupazionale e alle retribuzioni e aliquote contributive stimate.

È pertanto necessario verificare le indicazioni applicative dell’INPS prima di procedere alla richiesta dell’esonero.

Le opportunità per le strutture sanitarie private

Il provvedimento presenta profili di interesse anche per le strutture sanitarie private, caratterizzate da un’elevata intensità di lavoro e da modelli organizzativi che devono garantire la continuità delle prestazioni assistenziali.

In tale contesto, l’adozione di politiche di conciliazione tra vita familiare e lavoro può contribuire a migliorare il benessere del personale, favorire la fidelizzazione dei professionisti e valorizzare modelli organizzativi maggiormente attenti alle esigenze dei lavoratori.

L’incentivo contributivo rappresenta inoltre una possibile opportunità di contenimento dei costi del lavoro, da valutare in relazione agli investimenti necessari per il conseguimento e il mantenimento della certificazione.

ACOP invita pertanto le strutture associate a valutare l’applicabilità della misura alla propria organizzazione, anche attraverso il coinvolgimento dei rispettivi consulenti del lavoro e dei responsabili delle risorse umane, verificando i requisiti richiesti e la convenienza economica dell’accesso alla certificazione.

Si segnala, infine, che è disponibile anche un programma pubblico di sostegno alle imprese per l’accompagnamento e il conseguimento della certificazione UNI/PdR 192:2026, con contributi per i relativi servizi e costi, secondo le condizioni dell’apposito avviso.


Riferimenti normativi: Decreto interministeriale 8 settembre 2026; articolo 6, D.L. n. 62/2026, convertito dalla Legge n. 112/2026; UNI/PdR 192:2026.

https://www.famiglia.governo.it/it/politiche-e-attivita/comunicazione/notizie/conciliazione-vita-lavoro-da-governo-e-unioncamere-7-5-milioni-di-euro-per-le-imprese-al-via-i-contributi-per-la-certificazione/?utm_source=chatgpt.com

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