Medicina, al via il semestre aperto: oltre 62mila studenti per 30mila posti

Dal 1° settembre prende il via il secondo anno del nuovo sistema di accesso ai corsi di Medicina, Odontoiatria e Veterinaria. Superato il tradizionale test d’ingresso, la selezione si sposta dopo il primo semestre universitario.

Sono 62.200 gli studenti iscritti al semestre aperto per l’anno accademico 2026/2027, a fronte di 30.225 posti complessivamente disponibili nei corsi di Medicina e Chirurgia, Odontoiatria e Medicina Veterinaria. Un rapporto di poco superiore a due candidati per ogni posto, che conferma come, pur con il nuovo sistema di accesso, la selezione rimanga significativa.

Nel dettaglio, oltre 52.300 studenti hanno scelto Medicina, circa 4.300 Odontoiatria e 5.550 Veterinaria. I posti disponibili sono invece 27.001 per Medicina e Chirurgia, 1.825 per Odontoiatria e 1.399 per Veterinaria. Complessivamente, l’offerta formativa è cresciuta di 3.160 posti rispetto allo scorso anno. Significativa anche la composizione degli iscritti: il 72% è costituito da donne.

Come funziona il nuovo accesso

La riforma ha modificato profondamente il sistema di ingresso, sostituendo il tradizionale test preliminare con un primo semestre di formazione aperto agli iscritti, seguito da una selezione sulla base dei risultati conseguiti.

Durante il semestre gli studenti dovranno frequentare tre insegnamenti fondamentali – Chimica e propedeutica biochimica, Fisica e Biologia – per un totale di 18 crediti formativi universitari, sei per ciascuna materia.

Gli esami rappresenteranno il passaggio decisivo per l’accesso definitivo ai corsi. Il primo appello è fissato al 10 dicembre 2026, mentre il secondo si terrà l’11 gennaio 2027. I risultati ottenuti determineranno la posizione degli studenti nella graduatoria nazionale di merito e, quindi, la possibilità di proseguire nel percorso prescelto.

Il nuovo modello non elimina dunque la selezione, ma ne modifica profondamente tempi e modalità. La valutazione non avviene più attraverso un’unica prova prima dell’ingresso nell’Università, ma dopo un periodo di formazione comune, sulla base del rendimento conseguito negli insegnamenti del semestre.

I numeri mostrano tuttavia come la distanza tra domanda e posti disponibili resti consistente, in particolare per Medicina: oltre 52mila aspiranti medici per poco più di 27mila posti.

L’avvio del nuovo anno accademico rappresenta quindi un ulteriore banco di prova per una riforma che interviene su un tema strategico per il futuro del Servizio sanitario nazionale: la formazione di nuovi professionisti e la capacità del sistema universitario di rispondere, anche sul piano quantitativo, al crescente fabbisogno di personale sanitario.

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