COMUNICATO 25 MARZO 2026
L’11 marzo 2026 la Commissione Nazionale per la Formazione Continua (CNFC) ha pubblicato il Programma Nazionale ECM 2026, il documento che definisce gli obiettivi strategici per l’ultimo anno di mandato della Commissione Nazionale per la Formazione Continua (CNFC) che ha l’obbligo di predisporre entro il 31 dicembre di ogni anno, come previsto dall’articolo 8 dell’Accordo Stato-Regioni del 2 febbraio 2017. Preliminarmente la Commissione ha approvato la proroga al 31 dicembre 2028 per l’assolvimento dell’obbligo formativo ECM relativo al triennio 2023-2025. Tra le principali novità: l’introduzione della simulazione come tipologia formativa autonoma, l’istituzionalizzazione della formazione ibrida (presenza FAD sincrona), il rafforzamento dei controlli sulla qualità della FAD, nuove misure di accessibilità per le persone con disabilità e l’avvio dell’Albo nazionale dei provider. La novità più rilevante è l’introduzione di una tipologia formativa dedicata specificamente alla simulazione. Il Programma prevede che questa possa configurarsi in due modalità distinte: una simulazione in situ, ovvero svolta direttamente nell’ambiente di lavoro del professionista e una simulazione presso centri dedicati, cioè attività formativa in strutture appositamente attrezzate. La simulazione avrà un sistema specifico di attribuzione dei crediti ECM, che verrà disciplinato dalla riforma. Questa scelta riflette una visione orientata a rafforzare le modalità formative a prevalente contenuto pratico, in linea con la crescente importanza della formazione sul campo (FSC) nel sistema sanitario. In merito, poi, alla novità nell’ambito del metodo formativo, facendo tesoro dell’esperienza pandemica da Covid-19 — durante la quale furono utilizzate in via derogatoria tipologie formative non previste dai Criteri — la Commissione intende ora istituzionalizzare la formazione in modalità “ibrida”. In concreto, si tratta di consentire l’erogazione di eventi ECM che si svolgono contemporaneamente in presenza e in FAD sincrona. Una parte dei partecipanti sarà fisicamente nella sede dell’evento, mentre un’altra potrà seguire da remoto in tempo reale. Questa è una formalizzazione attesa da tempo: durante la pandemia molti provider avevano adottato questa modalità con successo, ma in assenza di una regolamentazione esplicita, il quadro normativo restava incerto. Un’attenzione particolare è dedicata, poi, alla salvaguardia della qualità degli eventi FAD (Formazione a Distanza) e all’impegno a identificare le barriere che impediscono ai professionisti di partecipare alle attività ECM onde elaborare strategie per rimuoverle. Per il 2026, la Commissione si pone, inoltre, l’obiettivo di proseguire il percorso di istituzione dell’Albo nazionale dei provider, pubblico e liberamente consultabile, nel quale devono essere iscritti i provider accreditati a livello nazionale, regionale e delle Province autonome, in stretta collaborazione con questi Enti. Questi cambiamenti, dunque, mirano a rendere l’offerta formativa più attrattiva e funzionale allo sviluppo delle competenze dei professionisti sanitari, in coerenza con i bisogni del sistema sanitario. Evidenziando, quindi, il suo precipuo ruolo, oltre che di obbligo di legge, di esigenza etica e professionale per garantire la sicurezza del paziente.
avv. Rossella Gravina

