COMUNICATO 12 MAGGIO 2026
E’ stato recentemente approvato, dalla Conferenza Stato Regioni, il piano nazionale pandemico 2025-2029, così colmando il vuoto lasciato dal precedente piano scaduto nel 2023. Il documento definisce la strategia sanitaria nazionale per la preparazione e la risposta a futuri scenari pandemici, basandosi su un approccio più ampio e flessibile rispetto al passato.
I principali punti del piano si estendono, oltre che all’influenza aviaria a tutti i patogeni a trasmissione respiratoria con potenziale pandemico. Rispetto al precedente del 2021-2023, ha una durata quinquennale e definisce un approccio metodologico che può essere applicato a pandemie con diverse caratteristiche epidemiologiche in termini di trasmissibilità e impatto sulla salute e sui servizi sanitari.
Si tratta di un piano innovativo dal punto di vista della programmazione e della definizione delle azioni. Il documento è stato elaborato con il contributo delle istituzioni nazionali, delle regioni e di vari esperti. Si basa su garanzie di sicurezza, di trasparenza e di coordinamento tra tutti i livelli istituzionali. Innanzitutto il rapporto evidenzia il dialogo continuo tra governo e regioni che ha come scopo la tutela dei cittadini e della salute pubblica. Il governo ha stanziato più di un miliardo di euro per potenziare la prevenzione, sulla base del collegamento nazionale.
Gli obiettivi e i punti chiave del piano riguardano il potenziamento della sorveglianza attraverso un sistema di monitoraggio digitalizzato e il rafforzamento della sorveglianza epidemiologica.
Sono previste scorte strategiche di farmaci, vaccini e altri dispositivi di protezione, oltre al potenziamento della rete di laboratori diagnostici.
Ancora, misure specifiche per la protezione del personale sanitario e saranno garantite le prestazioni essenziali anche nelle fasi di picco pandemico.
Le risorse finanziarie di cui si parlava sopra sono suddivise in cinquanta milioni per il 2025, centocinquanta per il 2026 e trecento milioni a partire dal 2027. Saranno distribuite alle regioni per rafforzare l’organizzazione e potenziare gli organici, derogando ai tetti di spesa.
Il piano vuole dare risposte immediate attraverso la digitalizzazione dei sistemi di monitoraggio epidemiologico, l’utilizzo avanzato dei dati per la prevenzione, il rafforzamento delle piattaforme di sorveglianza e sviluppo di protocolli flessibili e adattivi. Queste soluzioni permetteranno una risposta più rapida, efficace e mirata in caso di futura emergenza.
Il documento introduce una pianificazione per fasi operative, con azioni definite e responsabilità chiare.
Novità in tema di dispositivi medici e di protezione, rispetto alla pandemia ultima riguardano i vaccini: consentiti ma non considerati come unico strumento e le limitazioni nel senso che misure restrittive come quelle del lockdown dovranno essere disposte con legge e non con decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
a cura dell’avv. Maria Antonella Mascaro

