DDL Professioni Sanitarie: l’Antitrust promuove la riforma, ma chiede garanzie contro nuovi vincoli eccessivi

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha espresso una valutazione complessivamente favorevole sul disegno di legge di riforma delle professioni sanitarie attualmente all’esame del Parlamento, riconoscendone l’obiettivo di rafforzare il Servizio sanitario nazionale e valorizzare le competenze dei professionisti. Tuttavia, l’Autorità ha formulato una serie di osservazioni volte a evitare che la riforma introduca nuovi ostacoli all’accesso alle professioni o restringa eccessivamente la concorrenza nel settore.

Tra i principali punti evidenziati, l’Antitrust richiama l’esigenza che la programmazione dei fabbisogni di personale sanitario sia basata su criteri oggettivi, trasparenti e verificabili, fondati su dati epidemiologici, demografici e organizzativi aggiornati, evitando possibili condizionamenti di natura corporativa

Particolare attenzione viene inoltre posta al nuovo sistema di certificazione delle competenze professionali, che secondo l’AGCM dovrebbe limitarsi a riconoscere competenze già acquisite attraverso formazione ed esperienza, senza trasformarsi in uno strumento autonomo per attribuire nuove prerogative professionali.

L’Autorità invita inoltre a preservare un mercato aperto e competitivo nella formazione continua e manageriale dei professionisti sanitari, evitando riserve o posizioni privilegiate a favore di un numero ristretto di soggetti.

Un ulteriore tema riguarda il ruolo degli Ordini professionali. Pur riconoscendone la funzione pubblicistica e di garanzia, l’Antitrust ritiene opportuno mantenere una chiara distinzione tra attività di vigilanza e rappresentanza della categoria, evitando di attribuire agli Ordini competenze troppo ampie in materia di programmazione del personale, formazione e accesso alle professioni.

Le osservazioni dell’AGCM si inseriscono nel più ampio dibattito sulla riforma delle professioni sanitarie, che punta a modernizzare il sistema, valorizzare le competenze, favorire l’utilizzo delle nuove tecnologie e migliorare l’attrattività delle professioni sanitarie, in un contesto caratterizzato da crescenti esigenze assistenziali e da una persistente carenza di personale qualificato.

Per gli operatori della sanità privata accreditata, l’evoluzione del provvedimento merita particolare attenzione, poiché le future regole in materia di competenze professionali, formazione e organizzazione delle professioni potrebbero avere ricadute significative sulla gestione delle risorse umane e sull’organizzazione dei servizi sanitari.

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