COMUNICATO 24 GIUGNO 2026
Un passo importante verso una sanità più inclusiva arriva dall’Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità. Con la Raccomandazione n. 3 del 29 maggio 2026, il Garante ha ribadito un principio fondamentale: il caregiver non può essere considerato un semplice visitatore durante il ricovero o l’accesso alle prestazioni sanitarie delle persone con disabilità.
La raccomandazione nasce dalla consapevolezza che, per molte persone con disabilità, la presenza del caregiver rappresenta un elemento essenziale per garantire continuità assistenziale, comunicazione efficace con il personale sanitario e pieno accesso alle cure. Non si tratta quindi di un supporto esclusivamente affettivo, ma di una figura che contribuisce concretamente alla tutela della salute e dei diritti della persona assistita.
Secondo il Garante, strutture sanitarie e ospedali sono chiamati ad adottare procedure che riconoscano il ruolo del caregiver, favorendone la presenza quando necessaria e superando interpretazioni che lo assimilano a un normale visitatore. L’obiettivo è evitare situazioni che possano limitare l’autonomia, la sicurezza e la qualità dell’assistenza ricevuta dalle persone con disabilità.
La raccomandazione si inserisce in un percorso più ampio di promozione dei diritti sanciti dalla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, richiamando il dovere delle istituzioni di garantire accomodamenti ragionevoli e condizioni di pari accesso ai servizi sanitari.
Per le famiglie e per il mondo dell’associazionismo, il documento rappresenta un importante riconoscimento del valore sociale e assistenziale dei caregiver, spesso protagonisti silenziosi della presa in carico quotidiana delle persone più fragili.
Una presa di posizione che potrebbe contribuire a rendere più uniforme l’applicazione dei diritti sul territorio nazionale e a rafforzare il principio secondo cui l’accesso alle cure deve essere realmente inclusivo, personalizzato e rispettoso delle esigenze di ogni persona.

