COMUNICATO 08 GIUGNO 2026
L’aggiornamento professionale resta una priorità per i medici italiani, ma cambiano profondamente modalità, strumenti e abitudini. Una recente indagine condotta su oltre 400 professionisti sanitari, tra specialisti, medici di medicina generale, pediatri e farmacisti, evidenzia come la formazione continua stia assumendo caratteristiche sempre più flessibili, digitali e integrate nella pratica clinica.
I dati mostrano una categoria sempre più orientata verso un apprendimento costante: il 67% dei professionisti dichiara infatti di aggiornarsi ogni giorno o più volte alla settimana attraverso canali digitali. Un dato che conferma come la formazione sia ormai parte integrante dell’attività quotidiana e non più limitata a momenti specifici dell’anno.
L’era della formazione ibrida
La ricerca evidenzia la progressiva affermazione di un modello formativo “ibrido”, in cui convivono strumenti tradizionali e digitali. Webinar e corsi online risultano tra i canali più utilizzati, seguiti da congressi ed eventi ECM. Mantengono un ruolo importante anche newsletter, siti web professionali e riviste scientifiche.
Non esiste più una fonte dominante: i professionisti costruiscono percorsi personalizzati di aggiornamento, scegliendo di volta in volta il canale più adatto alle proprie esigenze cliniche e formative. Un ecosistema informativo sempre più dinamico, nel quale la rapidità di accesso alle informazioni si affianca alla necessità di approfondimento scientifico.
Contenuti utili e immediatamente applicabili
Un altro elemento significativo riguarda i criteri di selezione dei contenuti. La principale ragione di esclusione è la scarsa rilevanza per la pratica clinica quotidiana, seguita dalla mancanza di autorevolezza della fonte e dall’eccessiva componente promozionale.
Per i professionisti sanitari, quindi, non basta che un’informazione sia scientificamente corretta: deve essere anche concreta, facilmente fruibile e in grado di supportare le decisioni cliniche in tempi rapidi.
L’intelligenza artificiale entra nella pratica clinica
Tra i dati più interessanti emerge il crescente utilizzo dell’intelligenza artificiale come supporto informativo. Di fronte a un dubbio terapeutico, la maggior parte dei professionisti continua a fare riferimento principalmente a linee guida e società scientifiche, ma quasi un quarto degli intervistati dichiara di consultare già strumenti di AI o motori di ricerca per ottenere un primo orientamento.
L’intelligenza artificiale non sostituisce le fonti scientifiche tradizionali, ma si sta affermando come uno strumento complementare per la consultazione rapida e il reperimento preliminare delle informazioni. Un segnale che conferma come le tecnologie digitali stiano progressivamente entrando nei processi decisionali della pratica clinica quotidiana.
Uno scenario in continua evoluzione
L’indagine fotografa una professione che continua a investire nell’aggiornamento, ma con modalità sempre più personalizzate, digitali e orientate all’efficacia. In questo contesto, la sfida per gli attori del settore sarà offrire contenuti scientifici autorevoli, pertinenti e realmente utili per la pratica clinica.
La formazione del futuro sarà sempre più continua, ibrida e supportata dalla tecnologia, senza rinunciare al valore delle evidenze scientifiche consolidate e del confronto professionale. L’obiettivo rimane lo stesso: garantire ai professionisti sanitari strumenti affidabili per affrontare una medicina in costante evoluzione.

