Suicidio assistito. E’ ora di una regolamentazione

a cura dell’avv. Maria Antonella Mascaro

L’argomento di grande attualità continua a far discutere e a porre dubbi e ombre su un argomento che non ha ancora i toni della chiarezza in Italia.

In Italia non c’è ancora una legge ma ci sono i paletti fissati dalla Corte Costituzionale con la sentenza 242/2019 quanto venne chiamata a decidere sul caso Cappato- dj Fabo.

La vicenda scaturiva da un’accusa a Marco Cappato di aiuto al suicidio, poiché aveva accompagnato il suo amico, Dj Fabo, in Svizzera per assisterlo nella morte per eutanasia.

In particolare l’imputazione affermava che Cappato avesse rafforzato il proposito suicidiario di Antoniani Fabiano (detto Fabo), affetto da tetraplegia e cecità a seguito di incidente stradale avvenuto il 13 giugno 2014, prospettandogli la possibilità di ottenere assistenza al suicidio presso la sede dell’associazione Dignitas, a Plaffikon in Svizzera, e attivandosi per mettere in contatto i familiari di Antoniani con la Dignitas fornendo loro materiale informativo; inoltre, per aver agevolato il suicidio dell’Antoniani, trasportandolo in auto presso la Dignitas in data 25 febbraio 2017, dove il suicidio si verificava il 27 febbraio 2017

La Corte di Assise di Milano, dinanzi alla quale era giunto il processo, pronunciava ordinanza con cui sollevava questione di legittimità costituzionale dell’art. 580 c.p., reato contestato a Marco Cappato.

All’esito della vicenda la Corte Costituzionale dichiarava l’illegittimità costituzionale dell’art. 580 c.p. “nella parte in cui non esclude la punibilità di chi, con le modalità previste dagli artt. 1 e 2 della legge 22 dicembre 2017, n. 219 (Norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento) – ovvero, quanto ai fatti anteriori alla pubblicazione della presente sentenza nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica, con modalità equivalenti nei sensi di cui in motivazione –, agevola l’esecuzione del proposito di suicidio, autonomamente e liberamente formatosi, di una persona tenuta in vita da trattamenti di sostegno vitale e affetta da una patologia irreversibile, fonte di sofferenze fisiche o psicologiche che ella reputa intollerabili, ma pienamente capace di prendere decisioni libere e consapevoli, sempre che tali condizioni e le modalità di esecuzione siano state verificate da una struttura pubblica del servizio sanitario nazionale, previo parere del comitato etico territorialmente competente”.

Dunque, la Consulta ha fissato quattro condizioni: consapevolezza, patologia irreversibile, malattia che sia fonte di sofferenze reputate intollerabili ed essere dipendenti da trattamenti di sostegno vitale.

Oggi, a cinque anni da quella pronuncia, è conseguito solo un aggiustamento normativo, non risolutivo della questione.

Infatti, si sono attualmente susseguiti due casi di suicidio assistito: quello di Federico Carboni e recentemente quello di Gloria (nome di fantasia in quanto ha preferito rimanere anonima), ma solo quest’ultima è stata la prima ad aver ottenuto dalla Asl il farmaco e tutto quanto necessario per porre fine alla sua esistenza. Per far questo si era rivolta all’Associazione Luca Coscioni, il cui tesoriere è proprio Marco Cappato, che le ha spiegato che poteva fare richiesta anche in Italia, senza doversi recare in Svizzera.

Nel caso di Gloria, riguardo al requisito di essere dipendenti da trattamenti di sostegno vitale, sono stati riconosciuti i farmaci tumorali mirati. Il comitato etico competente ha dato assenso alla cessione del farmaco, preparato dal medico curante della signora, la quale lo ha, poi,  autosomministrato.

Il percorso è ancora lungo e pieno di ostacoli, ma questi primi segnali dopo anni possono essere prodromici di una regolamentazione più attenta ed equalitaria a livello nazionale.

E’ necessaria una norma ad hoc, che esprima con chiarezza quale sia il comportamento da tenere e soprattutto che possa dare dignità alla persona nella libera scelta.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *