Cosa prevede in breve il c.d. D.D.L. Calderoli sull’Autonomia Differenziata

Il Disegno di legge così come approvato alla Camera dei Deputati il 20 Giugno u.s. contempla maggiori forme di autonomia per le Regioni in 23 materie. Per 14 di queste, tra cui Sanità, Istruzione, Sport, Ambiente, Energia, Trasporti, Cultura e Commercio con l’estero, è prevista la necessità di previa determinazione dei Livelli Essenziali di Prestazione (L.E.P.) che stabiliscono i criteri con cui si determina il livello di sicurezza minimo da garantire in modo uniforme sull’intero territorio nazionale, attraverso la definizione dei costi e dei fabbisogni standard. Dovrà essere il Governo, entro ventiquattro mesi dall’entrata in vigore della Legge, a dover varare i necessari decreti legislativi per la determinazione dei livelli e dei relativi importi. Il Decreto prevede, quindi, innanzitutto una autonomia legislativa regionale nelle materie di competenza concorrente e, in tre casi, di materie di competenza esclusiva dello Stato, inoltre che le Regioni possano anche trattenere il gettito fiscale che non sarebbe più distribuito su base nazionale, a seconda delle necessità collettive. La determinazione dei L.E.P. avverrà a partire da una ricognizione della spesa storica dello Stato in ogni Regione nell’ultimo triennio. È altresì prevista una “clausola di salvaguardia”: lo Stato si potrà sostituire agli Enti territoriali preposti che si dimostrino inadempienti. Il Negoziato per l’attribuzione di nuove funzioni viene proposto dalla Regione interessata al Presidente del Consiglio e al Ministro per gli Affari regionali; Stato e singole Regioni avranno di tempo 5 mesi dalla richiesta presentata dalla Regione per giungere ad un accordo, che potrà durare fino a 10 anni. Il testo del Decreto approvato contempla che il trasferimento delle funzioni dello Stato alle Regioni avvenga solo all’esito della determinazione dei L.E.P. e nei limiti delle risorse finanziarie rese disponibili nella Legge di Bilancio; viene istituita una “Cabina di regia” del Governo, di cui faranno parte i Ministri competenti assistiti da una Segreteria Tecnica, collocata presso il Dipartimento Affari regionali e Autonomie della Presidenza del Consiglio, che sarà incaricata di effettuare periodicamente la ricognizione del quadro normativo, in relazione a ciascuna funzione amministrativa statale e delle Regioni ordinarie e all’individuazione delle materie riferibili ai L.E.P. sui diritti civili e sociali che devono essere garantiti in tutto il territorio nazionale. Ed invero, con una modifica introdotta dall’esame in Senato è stato specificato che le risorse finanziarie che saranno stanziate devono assicurare gli stessi livelli essenziali di prestazioni sull’intero territorio nazionale: comprese le Regioni che non hanno sottoscritto le intese. Naturalmente, per l’ottimale attuazione del dettato legislativo occorrerà confidare nelle abilità da parte dei Governatori locali, nella fase delle trattative con il Governo per accaparrarsi risorse necessarie e utili a soddisfare le esigenze di tutti i cittadini.

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