Covid ancora presente. Nasce un progetto per i pazienti immunocompromessi

19 giugno 2024

La “nuova” categoria di pazienti immunocompromessi, poiché sono stati colpiti una o più volte dall’infezione da Covid-19 e sue evoluzioni, è stata oggetto di vari studi, in particolare è nato un progetto di prevenzione che si concretizza con una profilassi con anticorpi monoclonali.

Secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità relativi agli individui vaccinati, i pazienti immunocompromessi presentano un rischio di ospedalizzazione superiore del triplo e un rischio decesso a causa del virus sars-Cov-2, superiore al quadruplo rispetto ad un soggetto normale.  

Questi pazienti presentano un sistema immunitario compromesso da una serie di comorbilità, dunque sono maggiormente a rischio di contrarre infezioni in forma molto acuta; per questo motivo hanno maggiormente bisogno di essere protetti con una profilassi adeguata.

A tale scopo è nato un progetto Prevention Management LAboratory (PMLAb), con l’obiettivo di proporre un modello organizzativo, condiviso a livello nazionale, che, in collaborazione con le autonomie territoriali, possa agevolare l’identificazione dei pazienti immunocompromessi, al fine di creare una rete multidisciplinare di professionisti sanitari che permetta di rendere più efficiente il percorso e la presa in carico dei pazienti.

Il progetto è stato presentato a Roma il 17 giugno.

E’ emerso, dai dati presentati, un’analisi che riguarda il livello di anticorpi anti SARS-CoV-2 di pazienti oncoematologici che avevano completato il ciclo di vaccinazione contro il COVID-19, che oltre il 50% non rispondeva al vaccino. Inoltre per i pazienti con malattie renali allo stadio terminale, più del 40% ha contratto il Covid-19 ed è stato ospedalizzato.

Le terapie, ad esempio, dei pazienti oncologici, specialmente la chemioterapia, causano sempre una immunosoppressione che richiede maggiori cautele, in quanto il manifestarsi di un’infezione può significare non solo ospedalizzazione, decesso o peggioramento dello stato di salute, ma anche la sospensione del trattamento, con tutti i rischi correlati. Per ridurre il rischio, le linee guida elaborate da questo progetto rappresentano il punto di partenza per una semplificazione della profilassi, che parte dalla collaborazione dei medici di medicina generale degli ospedali, in collaborazione con il farmacista ospedaliero ed ulteriori competenze specialistiche, che rappresentano il team affinchè il progetto prenda corpo.

avv. Maria Antonella Mascaro

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