COMUNICATO 02 SETTEMBRE 2026
Un nuovo Catalogo dei rischi corruttivi individua le aree più esposte nel settore sanitario e propone strumenti di prevenzione per aziende ed enti del Servizio sanitario nazionale. Focus su rapporti con l’industria, sperimentazioni, intramoenia e liste d’attesa.
L’Autorità Nazionale Anticorruzione ha approvato, con la delibera n. 318 del 29 luglio 2026, il nuovo Catalogo dei rischi corruttivi in sanità, aggiornando le indicazioni rivolte agli enti del Servizio sanitario nazionale per rafforzare trasparenza, controlli e prevenzione dei conflitti di interesse.
Il documento prende in considerazione numerosi ambiti dell’attività sanitaria: dalle prescrizioni alla ricerca biomedica, dai rapporti con l’industria farmaceutica e dei dispositivi agli appalti, fino alla gestione del personale, alla libera professione, alle liste d’attesa e all’accreditamento.
Prescrizioni e rapporti con l’industria
Particolare attenzione viene riservata al rischio che l’autonomia professionale possa essere condizionata da interessi esterni, determinando prescrizioni orientate verso specifici farmaci, dispositivi o prestazioni.
Tra le misure indicate dall’ANAC figurano sistemi di monitoraggio capaci di correlare i farmaci prescritti ai singoli professionisti, così da individuare eventuali anomalie, insieme a controlli amministrativi e a regole più trasparenti nei rapporti con aziende e informatori scientifici.
Sul fronte della promozione di farmaci e dispositivi, l’Autorità richiama inoltre i possibili condizionamenti derivanti da consulenze, benefici e sponsorizzazioni, suggerendo il tracciamento degli incontri tra medici e informatori scientifici e maggiori controlli sulle attività promozionali svolte anche nell’ambito di congressi e convegni.
Ricerca biomedica e sperimentazioni
Un capitolo specifico riguarda la ricerca biomedica, con particolare riferimento ai rapporti tra sponsor, ricercatori e Comitati etici, alla gestione delle risorse provenienti dalle sperimentazioni e ai potenziali conflitti di interesse.
Tra gli strumenti di prevenzione proposti figurano dichiarazioni periodiche sui rapporti con l’industria, tracciabilità dei pagamenti, audit sui centri di sperimentazione, condivisione dei dati e canali protetti per le segnalazioni di illeciti.
Intramoenia e liste d’attesa sotto osservazione
Rilevante anche il richiamo all’attività libero-professionale intramoenia (ALPI) e al suo rapporto con l’attività istituzionale. Secondo l’ANAC, tra i rischi da prevenire rientrano possibili trattamenti preferenziali, interferenze tra attività pubblica e privata e una gestione non corretta delle priorità di accesso alle prestazioni.
L’Autorità propone quindi l’utilizzo di sistemi informatici per monitorare volumi e attività, controlli a campione sugli orari della libera professione e verifiche volte ad evitare che l’allungamento delle liste d’attesa istituzionali possa determinare uno spostamento improprio della domanda verso l’attività privata.
Il tema si inserisce in un quadro più ampio di attenzione ai conflitti di interesse dei professionisti sanitari. In un precedente parere del 15 aprile 2026, l’ANAC aveva infatti sottolineato la necessità per le aziende sanitarie di prevedere specifiche misure di prevenzione quando interessi privati dei professionisti possano interferire con lo svolgimento delle attività per il servizio pubblico.
Il nuovo Catalogo rappresenta dunque uno strumento operativo per rafforzare la capacità delle organizzazioni sanitarie di individuare preventivamente le aree di maggiore vulnerabilità e predisporre procedure, controlli e sistemi di tracciabilità, con l’obiettivo di coniugare autonomia professionale, trasparenza e tutela del corretto funzionamento del sistema sanitario.
Un tema particolarmente rilevante considerando che, secondo quanto riferito dal presidente ANAC Giuseppe Busìa, circa l’8% delle segnalazioni di whistleblowing riguarda proprio il settore sanitario.

