Liste d’attesa: Schillaci richiama le Regioni sull’utilizzo delle risorse disponibili

Il Ministro della Salute evidenzia la necessità di utilizzare pienamente i finanziamenti destinati alla riduzione dei tempi di accesso alle prestazioni. Centrale il ruolo del monitoraggio nazionale e dell’organizzazione dell’offerta sanitaria.

Il tema delle liste d’attesa torna al centro del confronto parlamentare, con particolare attenzione all’effettivo utilizzo delle risorse destinate al potenziamento dell’assistenza.

Rispondendo a un’interrogazione parlamentare, il Ministro della Salute Orazio Schillaci ha evidenziato come una parte dei finanziamenti disponibili per la riduzione delle liste d’attesa non sia stata utilizzata dalle Regioni, richiamando la necessità di una maggiore capacità di programmazione e gestione delle prestazioni.

Il Ministro ha inoltre sottolineato l’importanza della Piattaforma nazionale delle liste d’attesa gestita da AGENAS, quale strumento per monitorare i tempi di accesso alle prestazioni e individuare le principali criticità territoriali.

Particolare attenzione è stata dedicata alle prestazioni caratterizzate da priorità urgenti e brevi, per le quali il rispetto dei tempi previsti rappresenta un elemento fondamentale di appropriatezza e tutela della salute.

La disponibilità di risorse economiche deve tradursi in una maggiore capacità di erogazione delle prestazioni, attraverso una programmazione che tenga conto dei fabbisogni effettivi e delle potenzialità del sistema sanitario.

In questo contesto, il contributo delle strutture private accreditate assume un’importanza strategica.

La loro capacità organizzativa, tecnologica e professionale può infatti concorrere alla riduzione dei tempi di attesa, purché sia accompagnata da adeguati strumenti di programmazione e da finanziamenti coerenti con i volumi assistenziali richiesti.

ACOP ha più volte evidenziato la necessità di valorizzare pienamente il ruolo della sanità privata accreditata, superando i vincoli economici che limitano la possibilità di erogare prestazioni aggiuntive anche in presenza di capacità produttiva disponibile.

L’integrazione delle agende di prenotazione, il coordinamento con i CUP regionali e l’adeguamento dei budget costituiscono strumenti essenziali per rendere più efficace il contributo di tutti gli erogatori.

La riduzione delle liste d’attesa richiede dunque non soltanto maggiori risorse, ma anche un modello organizzativo capace di utilizzarle in maniera tempestiva ed efficiente.

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