COMUNICATO 26 OTTOBRE 2026
Al Festival delle Regioni di Firenze, il presidente Marco Marsilio annuncia il sostegno di circa dieci Regioni alla revisione dei criteri di finanziamento della sanità. Al centro della proposta, le esigenze dei territori meno popolati e la garanzia di un accesso uniforme alle cure.
Si riapre il confronto sui criteri di ripartizione del Fondo sanitario nazionale. In occasione della quinta edizione del Festival delle Regioni e delle Province autonome, in corso a Firenze dal 25 al 27 ottobre, il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, ha annunciato che circa dieci delle quindici Regioni a statuto ordinario condividono la proposta abruzzese di revisione dei meccanismi di distribuzione delle risorse destinate alla sanità.
L’iniziativa nasce dall’esigenza di superare gli squilibri che penalizzano le Regioni caratterizzate da una minore densità abitativa, da un progressivo invecchiamento della popolazione e dalla presenza di territori montani o difficilmente raggiungibili, nei quali garantire servizi sanitari adeguati comporta costi organizzativi e gestionali particolarmente elevati.
La proposta prevede l’introduzione di una quota di riequilibrio strutturale pari all’1,5% del Fondo sanitario indistinto, da distribuire sulla base di cinque parametri: invecchiamento della popolazione, presenza di aree interne, declino demografico, bassa densità abitativa e condizioni di deprivazione economica e sociale.
L’obiettivo è affiancare agli attuali criteri di riparto una maggiore considerazione delle caratteristiche territoriali e dei bisogni effettivi delle comunità, assicurando condizioni più omogenee di accesso all’assistenza sanitaria sull’intero territorio nazionale.
Il confronto, affrontato nell’ambito della Commissione Salute della Conferenza delle Regioni, ha registrato anche il sostegno della Basilicata e un’apertura della Liguria, che ha tuttavia sottolineato la necessità di salvaguardare gli attuali equilibri relativi alla quota premiale. Resta quindi da individuare una soluzione condivisa che consenta di presentare al Governo una proposta unitaria.
Per il settore della sanità privata accreditata, il dibattito assume particolare rilevanza. Una distribuzione delle risorse maggiormente aderente ai fabbisogni territoriali potrebbe contribuire a rafforzare la capacità delle Regioni di programmare e finanziare le prestazioni sanitarie, valorizzando il ruolo di tutte le strutture che concorrono all’erogazione dei servizi nell’ambito del Servizio sanitario nazionale.
Resta tuttavia fondamentale che un’eventuale revisione dei criteri di riparto si accompagni a un effettivo rafforzamento delle risorse disponibili e a una programmazione capace di affrontare le criticità che interessano gli erogatori, a partire dall’adeguamento delle tariffe, dalla sostenibilità economica delle prestazioni e dal superamento dei vincoli di spesa che limitano la capacità di risposta alla domanda di assistenza.
Il confronto tra le Regioni rappresenta dunque un passaggio significativo verso un modello di finanziamento sanitario più attento alle differenze territoriali, nel quale equità nell’allocazione delle risorse, sostenibilità delle strutture e tutela del diritto alla salute possano costituire obiettivi complementari.
La proposta resta al momento oggetto di confronto istituzionale e non costituisce una modifica già approvata dei criteri di ripartizione del Fondo sanitario nazionale.

