COMUNICATO 15 SETTEMBRE 2026
La Regione Lazio ha approvato una sperimentazione di sei mesi, un progetto pilota, che permette la prescrizione delle ricette del Servizio sanitario regionale anche ai medici dipendenti di strutture private accreditate.
Non tutti i medici delle strutture citate possono, automaticamente, effettuare prescrizioni a carico del Servizio sanitario regionale. La delibera della Giunta regionale, n. 629 del 30 luglio 2026, demanda alle successive linee operative la definizione delle modalità concrete di adesione e autorizzazione.
La partecipazione è su base volontaria e le strutture interessate dovranno presentare una specifica richiesta alla Direzione regionale competente, informando la ASL di riferimento. Solo le strutture che aderiranno alla sperimentazione e che possiedono i requisiti previsti potranno accedere al nuovo sistema.
Pertanto saranno le ASL ad individuare i servizi e, per quanto riguarda i farmaci, le eventuali terapie prescrivibili nell’ambito dei percorsi assistenziali attivati. Verrà stabilito il numero massimo di specialisti autorizzabili. Si tratta di specializzazioniper le quali la struttura è accreditata. Dunque, il medico non avrà piena libertà: la prescrizione dovrà essere collegata al percorso assistenziale del paziente e all’attività specialistica svolta nella struttura.
Le ricette dovranno inoltre transitare attraverso il sistema informativo regionale (SISMED) che consentirà di tracciare il medico prescrittore e la struttura di appartenenza. È prevista anche una reportistica mensile a carico del direttore sanitario della struttura accreditata, con dati ai medici prescrittori, al paziente attraverso un identificativo pseudonimizzato, alla diagnosi e al numero della ricetta elettronica, nel rispetto della normativa sulla privacy.
La sperimentazione è collegata anche all’obiettivo di migliorare la gestione delle liste di attesa. Le strutture aderenti dovranno garantire una disponibilità di agende per le prestazioni di primo accesso con priorità B e D almeno pari ai volumi del 2025.
Le prescrizioni potranno essere utilizzate esclusivamente nell’ambito dell’attività istituzionale a carico del SSR e non durante l’attività libero-professionale.
Il progetto sarà sottoposto a un sistema di monitoraggio che riguarderà i singoli medici, le branche specialistiche e le strutture. Saranno valutati, tra gli altri elementi, i volumi prescrittivi, il rapporto tra primi accessi e accessi successivi, la disponibilità delle agende e i tempi di attesa.
a cura dell’avv. Maria Antonella Mascaro

