Le contraddizioni operative sulla riforma territoriale in merito alla figura dello psicologo

La riforma sull’assistenza territoriale che attinge, per quanto riguarda il sovvenzionamento, dalle fonti del PNRR, nasce per un’esigenza di cambiamento epidemiologico. Circa il 40% della popolazione convive con una patologia cronica e la comorbilità aumenta. Pertanto la qualità dell’assistenza dipende, sempre più, dalla capacità dei servizi territoriali di integrare competenze cliniche, psicologiche e sociali.

Tanto è vero che, nel DM 77/2022, le case di comunità sono state individuate come il fulcro della nuova assistenza territoriale.

Dunque, mentre si afferma nella riforma l’essenzialità della presenza nelle case di comunità di una équipe multidisciplinare, dove confluiscono varie figure fra le quali: medici di base, specialisti, infermieri, la figura dello psicologo spicca con ancora più forza, dal momento che i percorsi diagnostici di psicoterapia sono i più richiesti, specialmente a causa dell’allargamento della forbice di età che vede un notevole numero di under 25, bisognosi di interventi di psicoterapia, a causa degli innumerevoli disagi giovanili che si trasformano in vere e proprie patologie.

Si era, addirittura, parlato, della richiesta dell’inserimento di nuovi SERD nelle case di comunità, proprio per l’aumento dei disturbi di natura psicologica e delle nuove e vecchie dipendenze dei giovani e meno giovani dalle sostanze psicotrope, dall’alcol, dal tabacco, dal gioco e così via.

Il DM 77/2022 colloca la figura dello psicologo tra i professionisti delle équipe multiprofessionali, attribuendogli funzioni di promozione della salute, prevenzione. Contrariamente a quanto di sopra affermato, nelle recenti linee guida emanate da AGENAS sulle équipe multiprofessionali, viene limitato il gruppo al medico di assistenza primaria, all’infermiere, all’assistente sociale e alla figura amministrativa, collocando lo psicologo esclusivamente nell’équipe allargata, attivabile in funzione di specifiche esigenze.

Dunque, sembrerebbe che lo psicologo diventi un consulente che viene investito ad hoc e non sia una figura inserita di diritto nell’équipe multiprofessionale.

Ciò non è in linea con quanto affermato finora e soprattutto con la crescente domanda di problematiche afferenti alle dipendenze e a tutte le patologie psicologiche che, comunque, accanto allo specialista in psichiatria abbisognano della presenza dello psicologo o psicoterapeuta non occasionale.

a cura dell’avv. Maria Antonella Mascaro

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