COMUNICATO 30 GIUGNO 2026
Dal mese di aprile di quest’anno è diventato operativo a tutti gli effetti il fascicolo sanitario elettronico. L’obbligo di alimentazione del medesimo si estende in modo esplicito anche alle strutture private accreditate, ai centri medici e ai professionisti sanitari. In buona sostanza dal d day è cambiato il modo in cui i documenti clinici devono essere prodotti, trasmessi e tracciati.
In realtà, il fascicolo sanitario elettronico esiste da anni, ma era una sorta di archivio, dove i documenti clinici venivano depositati e potevano essere consultati.
Con l’entrata in vigore del FSE 2.0, la logica è mutata. Il sistema è diventato interoperabile tra Regioni ed è collegato ai dati sanitari nazionali, pensato per garantire continuità assistenziale reale tra strutture diverse.
Gli enti territoriali possoo incrociare il numero delle prestazioni erogate con il numero di documenti trasmessi, come i referti diagnostici strumentali e di laboratorio, le relazioni cliniche, i verbali di procedura e qualsiasi altro documento che attesti formalmente una prestazione sanitaria; ciò non riguarda i documenti fiscali, come le fatture che seguono altri canali.
Per chi non si adegua non sono previste multe immediate, ma il sistema monitora, verifica, effettua richiami e i ritardi cronici potrebbero avere effetti sull’accreditamento delle strutture sanitarie. In sostanza i rischi riguardano il ritardo sistematico.
Il documento che viene inserito nel fascicolo elettronico è un documento strutturato secondo standard tecnici precisi, pertanto l’adeguamento, è organizzativo. Ci si deve dotare di programmi gestionali che possano essere in grado di generare, classificare e tracciare i documenti.
Dunque, come accade in un’azienda, il primo passo è rappresentato da una mappatura dei documenti, da un aggiornamento o dotazione di software, da una revisione dei processi interni, con lo scopo precipuo di creare una compliance.
Tutto funziona con certificati di autentificazione, come accade per le firme digitali. Secondo le specifiche indicazioni ministeriali il sistema deve essere dotato di nomenclatori regionali, identificativi del paziente e dati che sono inclusi in un unico documento, il quale documento deve essere validato attraverso sistemi che escludano errori.
E’ ancora presto per fare un bilancio, ma l’operatività del fascicolo non è, ovviamente, omogenea su tutto il territorio nazionale.
a cura dell’avv. Maria Antonella Mascaro

