COMUNICATO 05 MAGGIO 2026
Il Ministero della Salute fornisce i dati nel rapporto sulla salute mentale con riferimento all’anno 2024. Sono più di ottocentomila le persone con problemi di salute mentale assistite nel 2024 dai servizi specialistici. La maggior parte sono donne: la percentuale si aggira intorno al 55%. L’età corrisponde all’invecchiamento della popolazione perché oltre il 66% ha più di quarantacinque anni.
Sempre più numerosi e senza differenza di genere sono i pazienti al di sotto dei venticinque anni e sopra i settantacinque per ragioni diverse.
Nel 2024 i pazienti che sono entrati in contatto per la prima volta con i Dipartimenti di salute mentale sono stati circa trecentomila, il 95% dei quali era la prima volta che si rivolgeva a questo servizio.
Le prestazioni erogate sono oltre diecimila, delle quali la maggior parte somministrate nelle strutture dipartimentali ed una piccola percentuale direttamente a domicilio. Gli operatori sono quasi esclusivamente medici e infermieri e le attività si suddividono in sostegno psichiatrico e psicologico, psicoterapia, riabilitazione e risocializzazione territoriale, nonché supporto psicologico e materiale ai familiari dei pazienti che si rivolgono ai servizi di salute mentale.
Ulteriori differenze possono essere riscontrate a seconda del disturbo di cui si soffre. Per esempio per quanto attiene ai disturbi schizofrenici dovuti ad abuso di sostanze psicotrope ed ai ritardi mentali sono maggiori nel sesso maschile rispetto a quello femminile, mentre l’opposto avviene per i disturbi affettivi, nevrotici e depressivi. Nelle sindromi depressive le donne superano del doppio il sesso maschile (i dati del Ministero della Salute riferiscono che 27,0 per 10.000 abitanti sono di sesso maschile e 46,5 per 10.000 abitanti sono di sesso femminile).
Il Rapporto del Ministero della Salute offre una panoramica dettagliata sullo stato della salute mentale in Italia e sulle attività dei servizi di salute mentale. A seguito della definizione del nuovo Piano di azioni nazionale per la salute mentale (PANSM) 2025-2030, voluto dal suddetto Ministero e reso operativo dall’Accordo in Conferenza unificata del 29 dicembre 2025, sarà comunque necessario un ulteriore adeguamento del Rapporto con l’introduzione di indicatori utili al monitoraggio delle nuove azioni di intervento previste. Riguardo a ciò si precisa che la legge di bilancio ha stanziato ottanta milioni di euro per il 2026, ottantasette per il 2027, novanta per il 2028 e dal 2029 a seguire trenta milioni ogni anno. Questi ultimi sono vincolati alle assunzioni di personale.
Il Piano prevede il potenziamento della diagnosi precoce, il rafforzamento della neuropsichiatria infantile e la creazione di équipe multidisciplinari attive sul territorio, in collaborazione con famiglie, scuole e istituzioni locali. Inoltre vuole intensificare i percorsi di promozione, prevenzione, cura, riabilitazione e integrazione sociosanitaria lungo tutto l’arco della vita, con una particolare attenzione all’infanzia, all’adolescenza e al passaggio all’età adulta con uno sguardo al mondo digitale.
a cura dell’avv. Maria Antonella Mascaro

