TERMINA LO STATO DI EMERGENZA DA COVID 19 – COSA CI ASPETTA

Il Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Draghi e il Ministro della Salute Roberto Speranza, durante la conferenza stampa per l’emanazione del decreto legge 17 marzo 2022 contenente “Misure urgenti per il superamento delle misure di contrasto alla diffusione dell’epidemia da COVID-19, in conseguenza della cessazione dello stato di emergenza”, hanno fornito le prime indicazioni sulle prossime tappe che prevedono l’eliminazione di alcune restrizioni, a partire dal 31 marzo 2022 quando decadrà lo Stato di emergenza.

Le misure sono contenute in un Decreto legge dedicato che verrà emanato prossimamente.

Il ritorno alla normalità si sostanzierà nella graduale eliminazione sia del Super Green Pass, sia del Green Pass rafforzato e Green Pass entro il prossimo mese di maggio.

Con il 31 marzo 2022 terminerà formalmente lo Stato di emergenza (avviato il 30 giugno 2020). Questo comporterà:

  • Lo scioglimento del Comitato Tecnico Scientifico;
  • Termineranno le funzioni del Commissario straordinario per l’emergenza, che verranno affidate fino al 31 dicembre all’Unità per il completamento della vaccinazione e successivamente torneranno al Ministero Salute;
  • Verranno eliminate le zone colorate (non saranno più emanate le variazioni di colore ma resterà il monitoraggio per verificare l’evoluzione della pandemia;
  • Termineranno le quarantene fiduciarie (resterà solo l’isolamento per i positivi al virus);
  • Terminerà l’obbligo vaccinale con la previsione di alcune deroghe (resterà in vigore fino al 31 dicembre 2022 per personale sanitario, rsa, lavoratori delle strutture sanitarie, scuole, sicurezza e forze dell’ordine, prevedendo la sospensione per gli esercenti le professioni sanitarie, lavoratori negli ospedali e rsa). Sulla Quarta dose, il Ministro Speranza ha dichiarato che “si sta valutando l’estensione per la popolazione più fragile, sulla base di una chiara evidenza scientifica”.
  • L’obbligo di mascherine viene reiterato al 30 aprile 2022. In particolare,
    • fino al 30 aprile vige l’obbligo di mascherine ffp2 negli ambienti al chiuso, quali i mezzi di trasporto e i luoghi dove si tengono spettacoli aperti al pubblico;
    • dal 1° maggio decade l’obbligo di mascherina al chiuso.
    • Resta l’obbligo di mascherina nei luoghi di lavoro.
  • Certificazioni verdi: il green pass verrà eliminato gradualmente.
    • Accesso al luogo di lavoro: cosa cambia dal 1°aprile
    • Dal 1° aprile sarà possibile per tutti, compresi gli over 50, accedere ai luoghi di lavoro con il Green Pass Base per il quale dal 1° maggio eliminato l’obbligo.
  • Strutture dell’emergenza: cosa cambia dal 1° aprile 2022. Il decreto inoltre stabilisce
    • Capo della Protezione civile: cessazione dei poteri emergenziali e attribuzione di poteri per gestire il rientro alla normalità;
    • Commissario straordinario per l’attuazione e il coordinamento delle misure di contenimento e contrasto dell’emergenza epidemiologica COVID-19: è istituita un’Unità per il completamento della campagna vaccinale e per l’adozione di altre misure di contrasto alla pandemia, che si coordinerà con il ministero della Salute. Dal 1° gennaio 2023 il Ministero della Salute subentra nelle funzioni;
    • Personale Covid: il personale per l’emergenza viene prorogato fino alla fine delle lezioni e comunque non oltre il 15 giugno 2022. Per la proroga sono disponibili ulteriori 204 milioni, oltre le somme già stanziate.

Quale sia il significato dell’espressione “fine dello stato di emergenza”, non è facile da definire, in quanto le discussioni in merito alla legittimità dello stato di emergenza sono ancora molto vive e il dibattito su stato di urgenza, stato di necessità e stato di emergenza è ancora molto acceso.

Dal punto di vista pratico la fine dello stato di emergenza coincide di fatto con la fine progressiva delle limitazioni imposte dalle misure per il contenimento del Covid. 

Tuttavia si discute ancora di una ipotetica quinta ondata e su un nuovo, apparentemente inspiegabile, aumento dei contagi, ma il Presidente del Consiglio Draghi ha già dichiarato di non avere intenzione di prorogare ulteriormente l’emergenza sanitaria.

Questo di certo non vuol dire che il Covid sia sparito per incanto, ma potrebbe essere addirittura superfluo il tracciamento di tutti i casi di contagio: se la pressione sui posti letto ospedalieri, piuttosto che sulle terapie intensive si manterrà entro i limiti della normale soglia di tolleranza, si potrà tornare alla normalità pre pandemia, il che vuol dire che con il Sars-CoV2 impareremo a convivere con maggiore serenità, come facciamo con le influenze stagionali.

Quali allora le conseguenze per il comparto della sanità, in particolare quella privata accreditata?

Dal 6 febbraio 2020, con l’inizio della fase emergenziale, si è avuta la proliferazione di atti normativi (elencati in calce) che hanno avviato una serie di percorsi non ancora conclusi, ad esempio:

  1. Piani di potenziamento territoriale, da includere nei Programmi operativi (unitamente ai Piani di riorganizzazione ospedaliera) a carico delle Regioni.
  2. Strutture di prossimità: si tratta di strutture in cui proporre progetti per superare le logiche di istituzionalizzazione, a favore della domiciliarità, e consentire una connessione tra la valutazione dei risultati ottenuti e l’allocazione di risorse/remunerazione, anche attraverso il ricorso a strumenti innovativi quali il budget di salute individuale e di continuità.
  3. riduzione delle liste di attesa relative alle prestazioni ambulatoriali, screening e di ricovero ospedaliero, non erogate nel periodo di emergenza epidemiologica da COVID-19

Si ritiene pertanto necessario richiamare con forza l’attenzione su questi aspetti, perché possono generare incertezza nel perseguimento di quanto previsto dalla Missione 6 del PNRR, oltre a  comportare rilevanti difficoltà ad ottenere e utilizzare le cospicue risorse previste per l’Assistenza sanitaria territoriale.

Si evidenzia sempre di più la necessità di ricorrere ad una norma che armonizzi le disposizioni residuali non solo collegate alla pandemia, con la legislazione vigente, al fine di ottenere un contesto normativo chiaro, nel quale inserire gli interventi del PNNR.

Gianluca Maccauro

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