Sanità travolta dalla crisi di governo

La crisi di governo con il conseguente scioglimento delle camere segna il termine della legislatura con elezioni anticipate fissate per il 25 di settembre.

Una lotta di potere che ha visto convergere più forze di segno contrario verso il bersaglio concentrico costituito da Mario Draghi. La corda è stata tirata al punto di spezzarsi. Un brusco colpo, le cui conseguenze si riverberano in tutti i settori, in particolare modo nel comparto Sanità. Deluse le aspettative delle professioni sanitarie, che avevano fatto un appello affinché la crisi di governo venisse scongiurata. Si è trattato di un errore imperdonabile.

In Sanità sono molteplici le tematiche incompiute, nei vari settori fondamentali:

  • Il riordino della rete IRCCS già approvata in prima lettura alla Camera ed avviata alla approvazione in Senato;
  • Le disposizioni in materia di morte volontaria medicalmente assistita, attualmente in seconda lettura al Senato, ma profondamente stravolte rispetto alla versione originaria;
  •  Il decreto che deve definire le tariffe delle prestazioni specialistiche ambulatoriali, in esecuzione dei nuovi LEA;
  • Il Piano Oncologico Nazionale, oggetto di un ordine del giorno approvato in Senato a inizio luglio, finalizzato al potenziamento degli screening rallentati dal Covid;
  • d.d.l. concorrenza, che prevede la modifica della disciplina sul conferimento degli incarichi di direzione nel Servizio Sanitario Nazionale;
  • DM 70 per la riorganizzazione della rete ospedaliera;
  • Sarà accantonata anche l’idea di rivedere il tetto di spesa per il personale che nonostante le piccole modifiche degli ultimi anni rappresenta un ostacolo per superare la carenza cronica di operatori sanitari;
  • Decreti attuativi: in cantiere ce ne sono parecchi, che riguardano il Regolamento europeo per la salute animale, il Testo unico sulle malattie rare, il SunShine Act (trasparenza dei rapporti tra aziende e operatori sanitari).
  • La riforma dell’AIFA, visto che il 15 ottobre vedranno la scadenza sia il CTS sia il CPR, organi necessari per il funzionamento stesso dell’agenzia.

Con la crisi di governo e lo scioglimento delle camere, a rischio anche i 19 miliardi del PNRR della cosiddetta “agenda Draghi” che con le dimissioni subirà una battuta d’arresto.

Proprio il capitolo del Pnrr sulla Salute è decisivo, in particolare, per il potenziamento e la creazione di strutture e presidi territoriali (come le Case della Comunità e gli Ospedali di Comunità), il rafforzamento dell’assistenza domiciliare, lo sviluppo della telemedicina e l’assistenza remota e una maggiore, efficace integrazione con i servizi socio-sanitari.

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