La Telemedicina nel mondo della salute

A cura dell’avv. Maria Antonella Mascaro

Una nostra associata ci chiede come attuare cautele per l’uso della telemedicina nel mondo della salute.

L’uso della telemedicina è già ampiamente attuale anche se è ancora da verificare l’efficacia delle procedure adottate in questo campo.

Nella pratica medica, tale sistema sicuramente ha senso se stiamo parlando di uno strumento che è nelle mani del medico ed è in grado di potenziarne e allo stesso tempo semplificarne l’attività.

E’ evidente che la pandemia ha dato una spinta al ricorso alla telemedicina.

Una strada sulla quale la sanità è obbligata, come dimostrano gli stanziamenti previsti dal Pnrr.

La Telemedicina è quindi entrata nell’agenda politica. Si è compreso, infatti, quanto possa essere utile per garantire la continuità delle cure, anche a domicilio, e l’integrazione tra ospedale e territorio.

I servizi di Telemedicina sono ancora poco utilizzati dai pazienti, non tanto per la mancanza di interesse ma a causa di difficoltà tecnologiche nell’uso del mezzo, unite alla limitatezza del tipo di offerta.

A questo riguardo una riflessione si impone. La differenza territoriale nell’offerta sanitaria del nostro Paese potrebbe in effetti riverberarsi e ripetersi tal quale nel sistema di Telemedicina. Pertanto paradossalmente un sistema evolutivo di assistenza potrebbe scontare i medesimi gap di offerta sanitaria che si riscontrano tra Regione a Regione.

Sarebbe quindi molto opportuno che si possa realizzare una rete diffusa di telemedicina con infrastrutture su tutto il territorio nazionale per evitare che coloro che non sono adeguatamente serviti oggi de visu possano ritrovarsi nella paradossale situazione di essere ancora peggio gestiti dalla nuova tecnologia.

In altri termini, la telemedicina dovrebbe essere non tanto un sostitutivo quanto un sistema di amplificazione e supporto nel rapporto di vicinanza e di fiducia con il medico, favorendo anche lo scambio di informazioni e il confronto fra professionisti.

Da alcuni report statistici (pubbl. “Lavoro e Professione”, del 29 dicembre 2021) è emerso che la modalità più utilizzata per monitorare a distanza lo stato di salute di un utente è una semplice telefonata oppure una videochiamata di controllo (23%). Molto meno utilizzati i vari servizi di Telemedicina strutturati, come la Tele-visita con lo specialista (8%), la Tele-riabilitazione (6%) o il Tele-monitoraggio dei parametri clinici (4%). Su tutti i servizi emerge un interesse molto elevato da parte dei pazienti, con percentuali vicine al 90%, per il Tele-monitoraggio e la Tele-visita con il medico specialista.

Sul numero dei controlli effettuabili, i medici specialisti ritengono che, una volta finita la pandemia, sarà possibile organizzare da remoto circa il 20% delle visite di controllo con i pazienti cronici. I medici di medicina generale ritengono che per il futuro i contatti con i pazienti cronici potrebbero avvenire da remoto nel 50% dei casi (attraverso contatti telefonici, via chat/email e in Tele-visita).

I pazienti, sembrano essere ancora più entusiasti rispetto alla percentuale di visite e controlli che possono essere svolti da remoto, con percentuali che per molte patologie superano il 40%.

L’offerta di servizi di Telemedicina per i cronici consentirebbe di ottenere un importante risparmio dei costi a carico della collettività (pazienti e loro caregiver) e delle strutture di cura e garantire una maggiore tempestività nella gestione dell’evoluzione delle patologie trattate.

Dunque tutto ciò necessiterebbe di una normazione effettuata almeno in scala soggettiva o regionale, se non addirittura nazionale.

Dette linee guida normative sono state dettate dal Governo

Dunque le strutture organizzate che fanno ricorso alla telemedicina, a partire dagli studi medici, devono attuare una sorta di decalogo di comportamento, una specie di codice etico iniziale per delineare i comportamenti che si possono tenere da quelli che si devono evitare o bandire, ma soprattutto sarà necessario stabilire una vera e propria normazione dal momento che per ora sono previste solo alcune indicazioni.  

La telemedicina si configura, nel quadro normativo generale, come una diversa modalità di erogazione di prestazioni sanitarie e socio-sanitarie e pertanto rientra nella cornice di riferimento che norma tali processi con alcune precisazioni sulle condizioni di attuazione.  Non rappresenta una specialità medica separata, ma è uno strumento che può essere utilizzato per estendere la pratica tradizionale oltre gli spazi fisici abituali.

Dunque le strutture interessate, compatibilmente con la programmazione regionale, devono essere accreditate dalla regione o dalle province autonome per la disciplina specialistica per la quale intendano attivare singole prestazioni di Telemedicina  percorsi clinici assistenziali integrati con le attività di Telemedicina; attenersi al Documento per l’erogazione della singola prestazione in telemedicina e/o al Documento per l’erogazione del percorso clinico assistenziale integrato con le attività di Telemedicina, definiti dalla Regione; attenersi al Documento di definizione degli standard di servizio propri delle prestazioni di Telemedicina erogate, definito dalla Regione, tenuto conto anche di standard definiti a livello nazionale; stipulare, se necessario, un accordo ad hoc con le Regioni/ASL per i servizi di Telemedicina.

E’ ovvio che il tutto crea importanti ricadute dal punto di vista dell’organizzazione della struttura e dell’integrazioni nel piano di gestione di una serie di tutele e di garanzie per il paziente/utente dei servizi, ma soprattutto per le strutture siano esse strutturate quali ospedali private o strutture socio sanitarie in senso lato o ambulatori poli-specialistici o specialistici.

Dunque la Telemedicina può apportare indubbi vantaggi all’assistenza, ma deve essere inserita organicamente nel sistema. Attraverso il documento relativo al percorso clinico integrato, la prestazione di Telemedicina viene inserita nel complesso dei servizi erogati dal sistema sanitario, definendo quella riorganizzazione generale dei percorsi assistenziali in grado di assicurare i migliori risultati sul piano di efficacia ed appropriatezza dell’azione. Inoltre, si può realizzare anche una valorizzazione ed attribuzione dei costi sull’intero percorso, anche allo scopo di definire la sostenibilità economica delle attività di Telemedicina e l’efficacia clinica e sociale dell’azione.

Nel documento di definizione degli standard, invece, andranno inserite le garanzie di accesso al servizio, garanzie tecnologiche, professionali, organizzative e cliniche, da cui discenderanno in seguito tutte le altre conseguenti garanzie.

Dunque un’opportunità di modernità e di funzionalità ma mai improvvisata!

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