Il rapporto fra dimissioni e ferie non godute      

a cura dell’avv. Maria Antonella Mascaro

Come ci si deve comportare dinnanzi alle ferie maturate e non godute quando cessa il rapporto di lavoro?

La questione ha riguardato molte pubbliche amministrazioni che hanno posto serie resistenze al pagamento di quella che è una componente del rapporto di lavoro, riconosciuta tanto a livello costituzionale, quanto legislativo, poichè il lavoratore ha diritto al riposo e, pertanto, se per ragioni interne o esterne alla sua volontà non ha goduto del periodo di ferie, anche accumulate, nel corso degli anni, ha diritto ad una forma di indennità, compensativa di ciò di cui non ha goduto.

Per questo motivo la Corte di Cassazione, Sezione Lavoro (ord. n. 32807/2023) ha stabilito che non vi può essere alcuna rinuncia all’indennità sostitutiva delle ferie conseguente alle dimissioni del lavoratore.

Questo caso riguardava un dirigente medico dipendente da una ASL il quale si era dimesso, vedendosi negato il suo diritto al riconoscimento di un’indennità per ferie non godute. I giudici di merito del Tribunale e della Corte di Appello territoriale avevano, sostanzialmente, dato ragione alla controparte, ritenendo per una parte il diritto prescritto per il tempo trascorso, ma comunque perché si trattava di cessazione del rapporto di lavoro dovuta a dimissioni volontarie del lavoratore.

In realtà la Cassazione, nell’ordinanza richiamata, non ha fatto altro che seguire un recente, ma conforme indirizzo già delineato nella sentenza n. 21780/2022 della medesima Corte e, per di più, in ambito di pubblica amministrazione, in particolare in quello della pubblica istruzione, nella quale si era stabilito che il docente che non avesse presentato la richiesta di ferie avrebbe perso il diritto a fruirne, ma avrebbe conservato quello all’indennità sostitutiva, a condizione che il Dirigente Scolastico non lo avesse “formalmente invitato a fruirne e non l’abbia debitamente avvisato che la mancata fruizione delle ferie maturate determinerà che tali ferie andranno perdute alla cessazione del rapporto di lavoro”.

Dunque, la privazione del diritto alle ferie e alla corrispondente indennità sostitutiva, al termine del rapporto di lavoro, può avvenire solo a condizione che il datore di lavoro dimostri di aver invitato il dipendente a fruire delle ferie, peraltro, sarebbe consigliabile che lo facesse in maniera formale.

In questo modo non può sussistere fraintendimento sul fatto che le dimissioni rappresentino implicitamente una rinuncia alle ferie non godute, perché i diritti del lavoratore vanno sempre tutelati.

Il divieto di erogare compensi finanziari ha come scopo quello di contrastare gli abusi eventuali, ma non si possono associare le dimissioni ad una tacita rinuncia ad un diritto quesito.

Le dimissioni volontarie sono equiparate dalla legge alle altre modalità risolutorie del rapporto di lavoro, e, pertanto non implicano una rinuncia automatica all’indennità sostitutiva delle ferie.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *