Emergenza energetica

Le centrali termiche lavorano a pieno ritmo nelle strutture ospedaliere che devono fare i conti con il caro energia.

In piena pandemia da CoviD 19 le strutture sanitarie hanno dovuto adeguare (laddove non fosse già previsto come obbligo) gli impianti di condizionamento garantendo, anche nelle degenze ordinarie, i ricambi di volumi di aria ogni ora, al fine di consentire il flusso forzato ed evitare esposizione al contagio. Questo di per sé ha comportato una lievitazione dei costi per il maggiore impiego di energia, volto a garantire i medesimi standard di efficienza nella risposta di salute.

A ciò si aggiunga la drammatica stangata che la guerra in Ucraina sta portando come conseguenza, cioè un incontrollato aumento dei prezzi dell’energia, del gas e delle materie prime.

Il sistema sanitario, sia esso pubblico che privato, è a serio rischio di tenuta. Per non parlare di quelle Regioni ancora in piano di rientro, per le quali lo squilibrio economico finanziario si fa ancora più opprimente.

Gli incentivi per l’efficientamento energetico hanno dato solo un lieve respiro ed avviato un percorso i cui benefici si prospettano in un futuro ancora troppo lontano.

I parametri microclimatici che devono avere tre degli ambienti più importanti nell’ecosistema ospedaliero sono:

Sala operatoria

  • Temperatura invernale compresa tra 20 e 24°C;
  • Temperatura con valori estivi di 24- 26° C;
  • Umidità relativa ottenuta con vapore tra il 40-60% (sia in estate che in inverno);
  • Ricambi aria/ora con aria esterna senza ricircolo: 15 v/h;
  • Filtraggio aria 99,97%;
  • Differenza di pressione: almeno 5 Pa in più.

Camera di degenza

  • Temperatura invernale tra i 20°C ed i 22°C;
  • Temperatura estiva non superiore ai 28°C;
  • Umidità tra il 40-60%;
  • Ricambi d’aria all’ora: 2 v/h per le camere di degenza normali, 3 v/h per la degenza pediatrica, 12 v/h per servizi igienici;
  • Pressione parziale di anidride carbonica minore al 3 per mille.

Pronto soccorso ospedaliero

  • Temperatura invernale non inferiore a 20°C;
  • Temperatura per i locali visita, trattamenti e piccoli interventi tra i 18°C ed i 22°C;
  • Temperatura estiva non superiore a 28°C;
  • Indice di umidità relativa compreso tra il 40- 60%;
  • Numero ricambi aria/ora: 2 v/h.

A questi parametri si sommano gli assorbimenti energetici degli impianti tecnologici la cui proliferazione, per l’innovazione tecnologica, supera di gran lunga il beneficio portato dalle nuove generazioni di impianti a risparmio energetico.

Il costo medio energetico del 2021 in questi ultimi giorni è già quasi raddoppiato e l’impennata non accenna a rallentare.

La situazione diventa decisamente insostenibile se si considerano i valori del 2019, rispetto ai quali, nelle rilevazioni di energia e gas si registrano aumenti, rispettivamente, del 650% e, addirittura, del 1.080% per il gas (10 volte il corrispettivo del 2019).

ACOP è sensibile al tema e si è attivata immediatamente con il Ministero della Salute affinché convochi un tavolo di concertazione per valutare le possibili soluzioni per calmierare l’aumento della spesa energetica, attraverso meccanismi compensativi volti a garantire il mantenimento dei livelli di qualità nella risposta sanitaria alla domanda di salute.

In considerazione del fatto che l’ANAC ha chiesto al Governo un intervento strutturale di revisione dei prezzi degli appalti pubblici, anche per le forniture ed i servizi si dovranno prevedere interventi massicci sul Servizio Sanitario Nazionale, bene primario di pubblica utilità.

Attendiamo riscontri dal Ministero della Salute e dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri alla richiesta urgente d’incontro, per aggiornarvi all’esito.

Gianluca Maccauro

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