Sono in arrivo importanti novità per il settore della riabilitazione ospedaliera e della lungodegenza post-acuzie. Il Ministero della Salute, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, ha predisposto lo schema di decreto che aggiorna le tariffe massime di remunerazione delle prestazioni, con un incremento medio del 14,7% e uno stanziamento complessivo di circa 350 milioni di euro annui a partire dal 2026.
Il provvedimento, attualmente all’esame della Conferenza Stato-Regioni, interviene su un sistema tariffario ormai datato, che non riflette più i costi reali delle prestazioni riabilitative, cresciuti negli anni a causa dell’innovazione tecnologica, dell’aumento del costo del personale e della maggiore complessità clinica dei pazienti.
Cosa cambia
- Aggiornamento delle tariffe giornaliere per riabilitazione ospedaliera e lungodegenza post-acuzie
- Incrementi differenziati per categorie diagnostiche (MDC), con aumenti significativi nelle principali aree cliniche
- Nuovi valori di riferimento validi a livello nazionale e per la mobilità interregionale
Tra gli esempi più rilevanti:
- Riabilitazione neurologica: da circa 273 a 330 euro/giorno (+21%)
- Area cardiocircolatoria: da 251 a 286 euro
- Area respiratoria: da 231 a 263 euro ()
Impatto sul sistema
Nel 2024 il settore ha registrato oltre 389 mila ricoveri e quasi 10 milioni di giornate di degenza, con una spesa di circa 2,37 miliardi di euro. Con il nuovo aggiornamento tariffario, la remunerazione complessiva potrà salire a circa 2,72 miliardi.
L’intervento mira a:
- migliorare la sostenibilità economica delle strutture
- ridurre le disomogeneità territoriali nell’offerta
- adeguare il sistema ai reali costi assistenziali
Un elemento chiave riguarda anche la mobilità sanitaria: oltre il 15% dei ricoveri riabilitativi avviene fuori regione, segnale di una distribuzione ancora non uniforme dei servizi sul territorio.
Prospettive
Le nuove tariffe rappresentano un passaggio strategico nel percorso di aggiornamento del Servizio sanitario nazionale e dei livelli essenziali di assistenza, con l’obiettivo di garantire maggiore equità di accesso e qualità delle cure nella fase post-acuta.
Il decreto dovrà ora completare l’iter istituzionale con il confronto in Conferenza Stato-Regioni prima dell’adozione definitiva.

