Audizione AGE.NA.S.

Lo scorso 28 luglio ho accompagnato la delegazione ACOP, formata dal Presidente Michele Vietti e da Jessica Faroni, all’incontro che si è tenuto presso AGE.NA.S. con il Direttore Generale dott. Domenico Mantoàn. L’incontro è stato cordialissimo, col riscontro di una ottima considerazione della nostra associazione.

Le tematiche affrontate nel corso della audizione possono essere elencate nei seguenti punti:

–        DDL concorrenza

Approvato alla Camera, tornerà in Senato per l’approvazione definitiva. Il Direttore Generale ha convenuto sul fatto che, così come impostato, il Decreto ingenera molti dubbi sulla contraddizione in linea di principio tra Accreditamento Istituzionale come voluto dal Dlgs 502/92, che equipara il pubblico al privato accreditato, facente parte a pieno titolo del SSN, e il sistema delle gare per l’affidamento dei servizi, che pone i partecipanti ai bandi al di fuori del SSN, per farvi entrare con un sistema premiale solo gli aggiudicatari;

–        Tariffario dell’assistenza specialistica ambulatoriale e protesica;

La metodologia, posta alla base del calcolo del nuovo nomenclatore tariffario, presenta due criticità evidenti:

A.     in primo luogo sono state utilizzate, quale base di riferimento, alcune grandi strutture pubbliche che spesso presentano un disavanzo di portata elevata. I calcoli sul costo delle tariffe trasmessi da queste strutture, non tenendo conto del disavanzo prodotto negli esercizi, risultano assolutamente inadeguati a rappresentare prestazioni di qualità, diffuse in maniera omogenea sul territorio. Tali remunerazioni sono insufficienti spesso a coprire il solo costo del materiale impiegato nell’erogazione della prestazione (ad esempio l’impianto del cristallino nella chirurgia della cataratta);

B.     in secondo luogo, le modifiche apportate al nomenclatore tariffario, sono il palese frutto di un’alchimia economica a saldi invariati: in altre parole si registra l’aumento tariffario per quelle prestazioni che statisticamente sono meno diffuse sul territorio, mentre si è preferito diminuire la remunerazione per quelle prestazioni che hanno un’incidenza crescente nella diffusione dei LEA per patologie in forte incremento, collegate all’aumento dell’aspettativa di vita della popolazione anziana; 

La proposta di ACOP è quella di un coinvolgimento del comparto privato nella elaborazione dei costi alla base della definizione delle tariffe, soprattutto nei casi in cui queste prestazioni siano erogate fino all’80% del totale, da strutture private accreditate.

Il Direttore Generale ha sottolineato l’importanza della presenza di ACOP a tutti i tavoli istituzionali.

–        Metodologia per la determinazione del fabbisogno del personale degli Enti del SSN;

ACOP ha partecipato al gruppo di lavoro, al termine del quale (in data 25 luglio u.s.) è stato distribuito l’elaborato finale per l’individuazione della metodologia da utilizzare nella determinazione del fabbisogno del personale sanitario.Tale documento espone un incremento nella dotazione di personale rispetto ai parametri finora applicati, con evidente impegno di spesa nel pubblico da parte del MEF, per la copertura economica.

Si prende atto della specificazione fatta dal Direttore Generale, che il fabbisogno di personale resta parametrato all’80% dell’indice occupazionale dei posti letto; 

In ogni caso l’incremento di personale solleva due problematiche:

A.     La sostenibilità: il costo del personale nelle strutture private incide dal 45% al 55% del budget assegnato, già di per sé non sostenibile oggi; un incremento comporterebbe ulteriori problemi di sostenibilità;

B.     La realizzabilità: le difficoltà affrontate oggi dalle strutture sanitarie nel reperire sia personale medico, sia personale paramedico, aumenterà con l’incremento previsto dall’elaborato.

–        Liste d’attesa

Il fondo stanziato alle Regioni ammonta a 500 milioni di euro per ridurre le liste di attesa per prestazioni di ricovero, di specialistica ambulatoriale e di screening, non erogate ai cittadini per l’emergenza CoviD. Negli ultimi due anni a causa del Covid quattro milioni di persone hanno dovuto rinunciare alle cure, alla prevenzione, ai ricoveri e ai trattamenti sanitari di controllo. 

Ci sono state meno prestazioni sanitarie e meno ricoveri. In quasi sei regioni su dieci sono stati interrotti o sospesi gli screening oncologici, in ritardo in oltre la metà dei territori regionali.

Dopo tante promesse per il settore privato accreditato, l’utilizzo di queste dotazioni economiche si è rivelato finora un semplice incremento di fondi al settore pubblico.

–        Tetti di spesa

        Il Direttore Generale ha affermato che “I tetti di spesa dovrebbero diventare pavimento” con l’incremento proporzionale all’aumento del fondo sanitario nazionale, secondo un criterio di automatismo che preveda anche l’aumento ISTAT sulle tariffe;

–      Il PNRR prevede uno stanziamento dai fondi europei allo Stato che, a sua volta, attraverso i CIS conferisce delega alle Regioni la gestione economica, conservando la responsabilità della spesa ed il sistema dei controlli.

        In particolare per gli Ospedali di Comunità i fondi stanziati sono finalizzati all’edificazione delle strutture, mentre la gestione degli stessi potrà essere aperta anche al comparto privato; per le ADI l’intesa Stato Regioni del 4 agosto 2021 già prevedeva i “requisiti di autorizzazione e di accreditamento per lo svolgimento delle cure domiciliari” per l’apertura ai privati della gestione di tali attività.

Un caro saluto e auguro a tutti buone vacanze

Gianluca Maccauro

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