A CACCIA DI DATI

WebMD, il sito di informazioni mediche è stato acquisito dal fondo di investimento KRR per l’importo di 2,8 miliardi di dollari.

Come può un sito web valere così tanto?

In verità WebMD esiste da diversi anni ed offre informazioni di alta qualità. Ormai negli Stati Uniti è diventato il sito di riferimento per chi sia curioso di scoprire se un frugnolo comparso sul viso sia il sintomo primordiale di un virus pericolosissimo, o piuttosto solo l’esigenza del nostro organismo a rivedere il consumo quotidiano di cioccolata o salumi.

Lo scorso anno il sito ha totalizzato oltre 16 miliardi di pagine viste che si sono trasformate in milioni di dollari per le casse dell’azienda, grazie alla pubblicità.

Questa circostanza ha consentito a WebMD di entrare a far parte dell’elenco degli Internet Brands, una holding di proprietà di KRR, che possiede alcuni tra i siti web americani a più alto traffico, molti dei quali specializzati in salute. Tra questi DentalPlans.com dedicato alle cure odontoiatriche e Vein Directory.com, che aiuta a trovare specialisti delle più diverse discipline sanitarie.

Tutto ciò significa che la salute online è insomma diventata un grande affare. Possiamo rendercene conto da soli provando a elencare i dispositivi e le applicazioni che utilizziamo quotidianamente per tenere sotto controllo la nostra forma fisica: app che contano quanti passi facciamo, braccialetti per il monitoraggio del sonno, fitness tracker che tracciano tutte le nostre sessioni di allenamento registrando chilometri percorsi, calorie consumate e frequenza cardiaca.

Ma anche applicazioni che aiutano le donne a monitorare il ciclo mestruale e i periodi fertili o che servono per registrare l’attività sessuale (esistono anche quelli e negli USA sono utilizzati). Insomma, ogni aspetto della nostra salute, anche il più intimo, può essere tenuto sotto controllo e archiviato nella Rete.

Secondo un’inchiesta pubblicata da Altraeconomia, il mercato del mobile health cresce del 30% all’anno ed entro il 2023 potrebbe valere 60 miliardi di dollari.

I primi 4 produttori al mondo di weareable device, Fitbit, Xiaomi, Apple e Garmin, siano specializzati proprio nella realizzazione di dispositivi per il controllo della salute e della forma fisica.

Il cuore di questo enorme business sono i nostri dati: lo sport che pratichiamo, la frequenza con cui lo facciamo, cosa mangiamo, i nostri parametri fisiologici. Il loro valore è enorme perché le aziende che possiedono questi dati possono trasformarli in informazioni su di noi e utilizzarle a fini commerciali o promozionali.

Per esempio per proporci programmi di allenamento su misura che ci aiutino a migliorare le nostre performance o diete personalizzate per buttare giù i chili in eccesso. E poi prodotti alimentari, integratori, prodotti per la salute e tutto ciò che può risultare interessante in base al nostro profilo.

LA MEDICINA DEL FUTURO. In ambito clinico queste tecnologie possono essere impiegate per migliorare la vita dei pazienti e il loro rapporto con il medico. Negli Stati Uniti la FDA, come del resto il nostro Ministero della Salute, hanno approvato l’utilizzo di dispositivi per il monitoraggio a distanza dei pazienti.

I benefici maggiori andranno agli anziani e a coloro che soffrono di patologie croniche, cardiovascolari, neurologiche che richiedono un controllo costante.

Le strutture sanitarie presso le quali sono in cura potranno così tenere sotto controllo l’evoluzione della malattia ed intervenire in tempo reale in caso di necessità.

Non solo. Esiste un ulteriore risvolto della Telemedicina, finora non considerato: i dati raccolti 24 ore su 24 per 7 giorni a settimana contribuiranno a costruire un grande database di informazioni cliniche utili per la ricerca medica e farmaceutica.

Non è certo un caso che Google abbia avviato Baseline: un grande progetto finalizzato a raccogliere, per finalità di ricerca, i dati sanitari di milioni di volontari.

Tutto molto interessante e utile. Ma tutti questi dati che ci riguardano così da vicino…dove sono? Chi vi può accedere? E chi li possiede, che cosa può farci?

Uno dei problemi è che spesso le aziende che raccolgono questi dati non adottano la politica della massima trasparenza sull’uso che ne faranno, e il fatto di avere la sede in paesi che adottano legislazioni sulla privacy meno garantiste rispetto a quella europea non fa che complicare le cose.

La responsabilità quindi è ancora una volta di noi utenti: leggere le noiosissime pagine che spiegano le condizioni dei servizi che utilizziamo potrebbe non essere una cattiva idea.

Entro il 2040 l’assistenza sanitaria così come la conosciamo non esisterà più. La trasformazione digitale – resa possibile da dati condivisi, intelligenza artificiale (AI) e piattaforme aperte e sicure – determinerà gran parte di questo cambiamento. Guardiamo ai segnali del mercato di oggi – e alle forze di cambiamento in altri settori industriali – per iniziare a delineare un quadro di quello che sarà il futuro della salute.

Se non sarà possibile eliminare le malattie, grazie alla scienza, ai dati e alla tecnologia saremo in grado di identificarle prima, intervenire proattivamente e comprenderne meglio la progressione. Il futuro sarà focalizzato sul concetto di benessere e guidato da nuovi player in grado di generare valore in un nuovo ecosistema della salute.

Emergeranno 10 archetipi raggruppabili in tre categorie distinte, ma interconnesse:

Dati e piattaforme: rappresenteranno la spina dorsale dell’ecosistema della di domani. Tutto si baserà su dati e piattaforme che forniranno gli insight in grado di influenzare il processo decisionale.

Accesso all’assistenza medica: possibile grazie a finanziatori e regolatori che contribuiranno a far funzionare il “motore” del settore.

Benessere ed erogazione dell’assistenza: si compone di centri socio-sanitari – virtuali e fisici – che forniranno prodotti customer oriented per la salute e il benessere.

Le tre categorie devono essere tutte funzionanti e integrate affinché il futuro possa prendere vita. Che si tratti solo di uno o più di questi archetipi, il Life Science e l’Health Care devono decidere quale ruolo giocare. Per farlo sarà fondamentale comprendere come incastrare tali archetipi in una strategia coesa e nei nuovi modelli di business necessari per il successo in futuro.

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