Modelli organizzativi e sicurezza nel comparto sanitario

Un presidio sanitario è definito come un “complesso produttivo multidimensionale” e l’estrema complessità organizzativa di un sistema aziendale come quello sanitario potrebbe “generare condizioni favorenti la variabilità, i difetti di appropriatezza, di continuità e di scarsa integrazione tra i diversi processi e settori di attività operanti: tutte condizioni che facilitano la possibilità di errore”.  Se l’azienda ospedaliera assume a pieno titolo i connotati della complessità, i sistemi di gestione di sicurezza sul lavoro (SGSL) “si rivelano strumenti particolarmente efficaci per la gestione dei processi di una struttura di matrice così complessa e articolata”. E si segnala che un SGSL, “in quanto potente strumento di ottimizzazione delle risorse, di prevenzione e gestione dei rischi clinici, degli eventi avversi e delle situazioni di emergenza, che sovente si verificano nella realtà sanitaria, attraverso il monitoraggio costante degli obiettivi e il miglioramento continuo del servizio, può diventare una linea guida per tutti i collaboratori, in grado di favorire un contesto organizzativo che valorizzi al meglio le professionalità, intervenendo sullo spirito partecipativo e quindi sul contesto generale organizzativo”. E i vantaggi che si ottengono “sono, quindi, decisivi: sia verso l’interno per definire metodi e processi operativi, sia verso l’esterno, per comunicare l’attenzione dell’organizzazione al rispetto delle procedure e delle persone”. Queste le linee guida che sono riportate nei Report che l’INAIL ogni anno stila sull’argomento. In particolare, nell’ambito sanitario alle attività di prevenzione del rischio messe in atto dalle strutture sanitarie e sociosanitarie, pubbliche e private è tenuto a concorrere tutto il personale compresi i liberi professionisti che vi operano in regime di convenzione con il Servizio sanitario nazionale. La sicurezza nei luoghi di lavoro è un obbligo normativo che assume un’importanza ancora maggiore quando si parla di cliniche, ospedali e strutture sanitarie. Questi ambienti sono caratterizzati da un elevato livello di rischio per la salute e l’incolumità dei lavoratori, dei pazienti e dei visitatori. Di conseguenza, il personale deve seguire un percorso formativo conforme al D.Lgs 81/2008 e agli Accordi Stato-Regioni, che prevede corsi specifici obbligatori cosi come ribadito nei recenti aggiornamenti legislativi (D.L. 48/2023 e D.L. 159/2025).

avv. Rossella Gravina

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