DM 77/2022 relativo all’accesso ai centri di salute mentale

Il D.M. 77/2022 ha assegnato grandi potenzialità all’assistenza territoriale, ma contiene molte criticità insite nel testo approvato o nascoste nella fase attuativa che viene affidata alle regioni, alle aziende sanitarie e, per alcuni aspetti, ai comuni.

In relazione, poi, alla sanità mentale ed ai Centri di salute mentale, molti sono gli aggiustamenti ed i potenziamenti che andrebbero fatti.

In relazione a questo argomento non è cocepibile che i presidi territoriali relativi alla salute mentale debbano essere, o comunque, risultino depotenziati.

I ricoveri in pronto soccorso per problemi di salute mentale hanno rappresentato una percentuale significativa. I dati si riferiscono al 3.2% degli accessi totali nei pronto soccorso nazionali; gli esiti dei ricoveri è rappresentato dal 13.8% di questi accessi che hanno comportato un ricovero, con più della metà dei pazienti accolti nei reparti di psichiatria. Le tipologie di disturbi per il 39.4% degli accessi hanno riguardato diagnosi di sindromi nevrotiche. Le dimissioni a domicilio rappresentano il 72.3% degli accessi.

Il DM 77/2022 da più parti è considerato una pietra miliare nella sanità italiana, in particolare per quanto riguarda la salute mentale, poichè ha posto le basi per una gestione più efficace e umanizzata dei disturbi psichiatrici, con un focus particolare all’assistenza territoriale.

Purtroppo ci si sarebbe aspettato che i centri di igiene e salute mentale, già all’indomani della legge Basaglia, avessero avuto un potenziamento e una funzionalità tali, da essere e diventare vero punto di riferimento territoriale per i pazienti con disturbi mentali. Così in parte è avvenuto, all’inizio, ma il problema è che l’aumento delle malattie e dei disturbi mentali è divenuto esponenzialmente molto rilevante. Pandemia, a parte, l’incremento in questo campo della salute ha proporzioni gigantesche; ma ragionando, come sempre con quello che si ha: i centri di salute mentale sono istituzioni chiave nell’ambito dell’assistenza territoriale per la salute mentale. Il DM 77 ha rafforzato il loro ruolo, promuovendo un approccio più integrato e tentando di far meno ricorso agli ospedali. I centri operano a livello locale, fornendo servizi di prevenzione, diagnosi, trattamento e riabilitazione per persone con disturbi mentali.

Purtroppo, però, molti pazienti con disturbi psichiatrici acuti si rivolgono al pronto soccorso per mancanza di alternative immediate. I CSM, rafforzati dal DM 77, svolgono un ruolo cruciale nell’offrire un’alternativa accessibile e tempestiva, che può significativamente ridurre il carico sui pronto soccorso, ma l’accesso ai CSM è consentito solo per mezzo di impegnativa medica, in tal modo il paziente psichiatrico molto spesso si rivolge direttamente al nosocomio.

La prescrizione medica obbligatoria potrebbe essere di ostacolo all’autonomia professionale di psichiatri e psicologi. Ogni valutazione clinica e decisione terapeutica presa da questi specialisti dovrebbe essere sottoposta all’approvazione del MMG, che potrebbe anche decidere di interrompere il percorso di cura del paziente presso il CSM.

Per garantire la migliore assistenza psichiatrica e psicologica dei centri di salute mentale andrebbero riviste le modalità di accesso, anche per ridurre gli accessi agli ospedali.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *