Caregiver familiari: primo via libera alla legge sul riconoscimento e la tutela. Restano aperte le questioni previdenziali e lavorative

Il disegno di legge approvato dalla Camera introduce quattro profili di caregiver e nuove misure di sostegno economico e assistenziale. Le associazioni chiedono maggiori garanzie per chi rinuncia al lavoro per assistere un familiare.

Il riconoscimento giuridico dei caregiver familiari compie un importante passo avanti. Il 14 ottobre 2026 la Camera dei deputati ha approvato il disegno di legge dedicato alla tutela delle persone che assistono familiari con disabilità o non autosufficienti. Il provvedimento, ora all’esame del Senato (A.S. 2063), punta a definire un quadro normativo nazionale per valorizzare un’attività di cura essenziale per il sistema sociosanitario italiano.

Il testo individua quattro profili di caregiver, differenziati in base alle ore settimanali dedicate all’assistenza e alla convivenza con la persona assistita.

La principale novità riguarda l’introduzione, a partire dal 2027, di un contributo economico fino a 1.200 euro trimestrali, destinato ai caregiver conviventi prevalenti che prestano almeno 91 ore settimanali di assistenza.

L’accesso al beneficio sarà subordinato a specifici requisiti economici: un reddito da lavoro non superiore a 3.000 euro lordi annui e un ISEE familiare entro 25.000 euro. Per i nuclei con ISEE superiore a 15.000 euro è prevista una progressiva riduzione dell’importo.

Il provvedimento contempla inoltre misure per favorire la conciliazione tra lavoro e assistenza, il riconoscimento delle competenze acquisite, il sostegno psicologico e l’accesso a servizi di sollievo.

Nonostante l’apprezzamento per il percorso legislativo avviato, diverse associazioni rappresentative delle persone con disabilità e dei caregiver, tra cui Cittadinanzattiva, Carer ETS e ANFFAS, hanno evidenziato alcune criticità.

La principale riguarda l’assenza di una disciplina organica delle tutele previdenziali per chi interrompe o riduce l’attività lavorativa per dedicarsi all’assistenza familiare.

La richiesta è quella di introdurre meccanismi di contribuzione figurativa e specifiche forme di tutela pensionistica, per evitare che il lavoro di cura si traduca, nel lungo periodo, in una penalizzazione economica e previdenziale.

Ulteriori perplessità riguardano i criteri di accesso al sostegno economico, ritenuti particolarmente restrittivi, e la difficoltà di rappresentare attraverso parametri rigidi, come le ore di assistenza e la convivenza, la complessità delle responsabilità quotidiane dei caregiver.

Il riconoscimento dei caregiver assume particolare rilevanza anche nell’ambito della riorganizzazione dell’assistenza territoriale e dell’integrazione sociosanitaria.

Le strutture sanitarie e sociosanitarie, comprese quelle private accreditate, svolgono infatti un ruolo fondamentale nel garantire continuità assistenziale, percorsi riabilitativi, assistenza domiciliare e servizi di supporto alle persone non autosufficienti e alle loro famiglie.

In questa prospettiva, il rafforzamento delle tutele per i caregiver dovrebbe accompagnarsi a un adeguato potenziamento della rete dei servizi, evitando che le responsabilità assistenziali ricadano prevalentemente sui nuclei familiari.

Il disegno di legge è stato assegnato al Senato il 21 ottobre 2026 e deve ancora completare il proprio iter parlamentare. Le misure previste, pertanto, non sono attualmente operative e potranno essere modificate prima dell’approvazione definitiva.

Il confronto parlamentare rappresenterà un’occasione per affrontare le questioni ancora irrisolte, con particolare attenzione alla sostenibilità delle misure, alla tutela previdenziale e all’integrazione tra assistenza familiare e servizi sociosanitari.

Un percorso che merita attenzione anche da parte degli operatori della sanità privata, nella prospettiva di un sistema assistenziale sempre più integrato, capace di rispondere ai bisogni delle persone fragili e di sostenere concretamente le famiglie.

Senato della Repubblica – A.S. 2063.

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