Attuazione del modello organizzativo delle Case di Comunità – HUB

Comunicato 01 luglio 2024

AGE.NA.S. ha di recente pubblicato le linee guida del modello organizzativo “Case della Comunità-Hub”, per supportare l’assistenza sanitaria territoriale garantendo standard uniformi sul territorio. Le trasformazioni demografiche avvenute nel nostro Paese negli ultimi anni, come il marcato invecchiamento della popolazione, la relativa diffusione delle patologie croniche, l’incremento dell’immigrazione, hanno fatto sorgere l’esigenza di un sistema sanitario moderno e resiliente, in grado di affrontare questi fenomeni attraverso un’assistenza sanitaria territoriale forte e capillare.

Il PNRR ha rilevato questa necessità introducendo un nuovo modello fondato su le Case di Comunità- Hub. Il D.M. 77/2022   prevede, infatti, un adeguamento delle strutture e dei servizi, per rispondere alle esigenze di una Società in evoluzione. Le Case di Comunità-Hub sono state concepite come strutture sociosanitarie che fungono da punto di riferimento per il cittadino e rappresentano “il modello organizzativo dell’assistenza di prossimità per la popolazione di riferimento”, configurandosi come articolazione organizzativo-funzionale dell’Asl sul territorio. In ogni Regione è previsto che sia garantito uno standard minimo di 1 Casa della Comunità-Hub ogni 40-50 mila abitanti. Le Case di Comunità Hub si distinguono per l’assistenza continua 24 ore su 24, 7 giorni su 7 e, basandosi sul modello organizzativo di approccio integrato e multidisciplinare, mirano a gestire situazioni meno critiche in modo rapido ed efficace, alleggerendo i pronto soccorso e migliorando l’assistenza tempestiva. Inoltre, offrendo una gamma completa di servizi sanitari e sociosanitari (assistenza al pubblico e istituzione dei Punti Unici di Accesso c.d. PUA quale primo contatto, assistenza infermieristica e specialistica, assistenza domiciliare, servizi diagnostici, prenotazioni centralizzate, etc.)  si propongono l’obiettivo di migliorare l’accesso alle cure alla popolazione, la qualità dell’assistenza e la soddisfazione dei pazienti per far si che in Italia si costruisca una rete sanitaria più efficiente, equa e sostenibile al pari di altri Paesi europei.

Posta la sicura utilità di queste strutture, restano tuttavia ancora forti dubbi sulla la tenuta economica per il Servizio Sanitario Nazionale. Non ancora sciolti i nodi sul personale che dovrà occuparsi della gestione delle Case di Comunità, se debba cioè operarsi uno spostamento di risorse dagli ospedali, generando inefficienze nei luoghi di provenienza o se debba addirittura aver luogo l’assunzione di personale nuovo, appesantendo ancor di più le casse ormai vuote del Fondo Sanitario Nazionale.

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