Il disegno di legge delega sulle professioni sanitarie e sulla responsabilità professionale supera il primo passaggio parlamentare. Al centro del provvedimento la revisione della responsabilità penale, la valorizzazione delle linee guida e una maggiore attenzione alle condizioni organizzative in cui operano i professionisti sanitari.
La Camera dei deputati ha approvato, il 28 ottobre 2026, il disegno di legge delega in materia di professioni sanitarie e responsabilità professionale, con 143 voti favorevoli, 113 contrari e 3 astensioni. Il provvedimento passa ora all’esame del Senato e non costituisce, pertanto, una disciplina già in vigore.
Tra gli aspetti di maggiore rilievo figura la revisione della responsabilità penale degli esercenti le professioni sanitarie, con particolare riferimento alla colpa grave e alla valutazione della condotta professionale alla luce delle raccomandazioni contenute nelle linee guida e delle buone pratiche clinico-assistenziali.
Il disegno di legge interviene anche sui criteri di valutazione della responsabilità civile, attribuendo rilievo al contesto organizzativo e alle condizioni nelle quali viene svolta l’attività sanitaria. Si tratta di un’impostazione che riconosce la complessità dei processi assistenziali e la necessità di considerare, nella valutazione degli eventi avversi, anche le risorse disponibili e le caratteristiche dell’organizzazione.
Per le strutture sanitarie private, accreditate e non, la riforma presenta profili di particolare interesse, soprattutto in relazione alla gestione del rischio clinico, all’organizzazione dei percorsi assistenziali, ai sistemi di prevenzione degli eventi avversi e alle coperture assicurative.
Il percorso legislativo si inserisce nel quadro della disciplina introdotta dalla Legge n. 24 del 2017, nota come Legge Gelli-Bianco, che ha definito un sistema articolato di responsabilità delle strutture e degli esercenti le professioni sanitarie.
Sarà pertanto essenziale verificare, nel prosieguo dell’iter parlamentare, il coordinamento delle nuove disposizioni con il regime della responsabilità contrattuale delle strutture, con gli obblighi assicurativi e con gli strumenti di gestione del rischio sanitario già previsti dalla normativa vigente.
Un ulteriore elemento di attenzione riguarda il rapporto tra responsabilità professionale e adeguatezza delle risorse organizzative. La qualità e la sicurezza delle cure richiedono infatti personale qualificato, tecnologie appropriate, procedure aggiornate e condizioni economiche che consentano alle strutture di mantenere elevati standard assistenziali.
La riforma rappresenta quindi un passaggio significativo, i cui effetti concreti potranno essere valutati soltanto alla luce del testo definitivo e dei successivi provvedimenti attuativi.
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Comments 1
sempre peggio! pagano sempre e solo le strutture, sottofinanziate e con ridicole tariffe