COMUNICATO 23 SETTEMBRE 2026
Prevenzione, diagnosi precoce, assistenza territoriale e sostegno alle famiglie sono al centro del nuovo Piano nazionale demenze 2027-2031. L’obiettivo è superare la logica degli interventi temporanei per costruire una rete stabile e omogenea di presa in carico delle persone con demenza.
Prende forma il nuovo Piano nazionale demenze (PND) 2027-2031, presentato al Ministero della Salute e destinato a definire la strategia italiana per affrontare una delle principali sfide sanitarie e sociosanitarie legate all’invecchiamento della popolazione.
Il documento, approvato l’8 settembre dal Tavolo permanente sulle demenze, dovrà ora completare l’iter previsto per approdare entro l’autunno in Conferenza Unificata. Il Piano si articola in sette aree di azione, 43 obiettivi, 58 azioni e 64 indicatori, con un sistema di monitoraggio finalizzato a verificare concretamente l’attuazione degli interventi nei diversi territori.
I numeri restituiscono la dimensione del fenomeno. In Italia si stimano circa 1,19 milioni di persone con demenza di età pari o superiore a 65 anni, alle quali si aggiungono circa 25 mila persone con demenza a esordio giovanile e circa un milione di persone con declino cognitivo lieve (MCI).
Considerando anche i familiari e i caregiver, il fenomeno interessa complessivamente circa 6 milioni di persone. Particolarmente rilevante è anche l’impatto economico: il costo annuo stimato delle demenze e del declino cognitivo lieve raggiunge i 23,5 miliardi di euro, dei quali il 63% grava sulle famiglie.
Uno dei punti qualificanti del nuovo Piano riguarda il rafforzamento di una rete sanitaria e sociosanitaria integrata, capace di accompagnare la persona dalla prevenzione e dalla diagnosi precoce fino alle diverse fasi della malattia e al fine vita.
Particolare attenzione viene riservata alla prossimità dell’assistenza e alla necessità di ridurre le differenze territoriali, valorizzando le esperienze sviluppate negli ultimi anni e trasformandole in modelli organizzativi stabili. Accanto alla presa in carico del paziente, il Piano pone inoltre al centro il sostegno ai caregiver, riconoscendo il ruolo fondamentale svolto dalle famiglie nell’assistenza quotidiana.
La strategia comprende anche il potenziamento dei sistemi informativi, della ricerca e dell’innovazione, insieme a interventi sui fattori di rischio modificabili e a una maggiore sensibilizzazione della popolazione.
Il Ministro della Salute Orazio Schillaci ha sottolineato la necessità di compiere un salto di qualità nella politica nazionale sulle demenze: non più singole iniziative territoriali e finanziamenti circoscritti, ma un investimento strutturale capace di rafforzare stabilmente personale e servizi sociosanitari.
Il tema delle risorse sarà quindi decisivo. Il Ministro ha annunciato l’intenzione di lavorare a una proposta di finanziamento nell’ambito della prossima Legge di Bilancio, con l’obiettivo di potenziare le risposte di sanità pubblica dedicate alle demenze e all’Alzheimer.
Il nuovo Piano punta così a trasformare le esperienze maturate negli ultimi anni in una strategia nazionale più omogenea, sostenibile e misurabile, nella quale prevenzione, diagnosi tempestiva, continuità assistenziale e integrazione tra servizi sanitari e sociosanitari diventino elementi strutturali della presa in carico.
Una prospettiva particolarmente significativa anche per il sistema delle strutture sanitarie e sociosanitarie accreditate, chiamate a svolgere un ruolo importante nella costruzione di reti territoriali integrate e nella risposta a bisogni assistenziali destinati a crescere con il progressivo invecchiamento della popolazione.

