Il Catalogo dei rischi corruttivi elaborato dall’Anac

Nonostante l’entrata in vigore del piano nazionale di governo delle liste di attesa, il mirino dell’Autorità nazionale anticorruzione viene puntato proprio su queste ultime per cercare di evitare che siano gestite in modo da favorire l’intramoenia, di pilotare i concorsi e le nomine poco trasparenti, di affidare gli appalti a determinati fornitori e non ad altri che sono in possesso delle caratteristiche richieste, aumentare i conflitti di interesse con l’industria farmaceutica e i possibili condizionamenti nelle sperimentazioni cliniche.

Questo elenco di rischi è stato, per l’appunto, evidenziato dall’Anac nel nuovo catalogo dei rischi corruttivi e delle misure di prevenzione nel settore sanitario, approvato il 29 luglio 2026.

Il documento è stato elaborato come uno strumento operativo per le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale, chiamati a individuare le proprie aree di vulnerabilità e a rafforzare le misure di prevenzione all’interno del piano nazionale anticorruzione. Le indicazioni aggiornano quelle dei precedenti piani e tengono conto anche delle novità introdotte dal codice degli appalti.

La gestione delle liste di attesa è il punto principale preso in considerazione dal catalogo per evitare i rischi. Una cattiva organizzazione dei tempi nel servizio pubblico può creare condizioni favorevoli per indirizzare i pazienti verso le prestazioni in libera professione. Per contrastare questo rischio vengono indicati maggiore tracciabilità delle prenotazioni, controlli sui volumi dell’intramoenia, pubblicazione di tariffe e professionisti e monitoraggio delle differenze tra i tempi di attesa nel pubblico e quelli della libera professione.

Per quanto concerne concorsi, nomine ed incarichi l’autorità di vigilanza chiede procedure trasparenti e verifiche sui conflitti di interesse onde evitare bandi con requisiti costruiti ad hoc, commissioni poco trasparenti, criteri di valutazione discrezionali e il ricorso prolungato a incarichi temporanei che possano creare condizioni per favorire determinati candidati.  

Particolare attenzione è rivolta agli appalti sanitari, considerati un settore ad alto rischio per il valore delle commesse e la complessità tecnica dei prodotti. Le irregolarità possono verificarsi in qualsiasi fase: dalla progettazione della gara alla scelta del fornitore, fino alla gestione del contratto. Tra i rischi segnalati figurano acquisti non necessari, suddivisione artificiosa delle commesse, capitolati predisposti ad hoc.

Passando alla ricerca biomedica e alle sperimentazioni cliniche: la presenza di finanziamenti e sponsor privati può infatti generare conflitti di interesse e influenzare la gestione o la diffusione dei risultati degli studi. A tal fine vengono indicati controlli sui rapporti economici tra professionisti e sponsor, dichiarazioni periodicamente aggiornate sui possibili conflitti di interesse, verifiche indipendenti e maggiore tracciabilità dei pagamenti e dei dati delle sperimentazioni.Sotto controllo anche i rapporti con le aziende farmaceutiche e produttrici di dispositivi medici. Regali, consulenze, sponsorizzazioni o altri benefici potrebbero infatti condizionare prescrizioni e decisioni professionali. Tra le possibili contromisure rientra anche la registrazione degli incontri tra medici e informatori scientifici.

La prevenzione della corruzione in sanità deve basarsi sempre più sulla possibilità di ricostruire e controllare ogni passaggio delle decisioni.

Il catalogo evidenzia che il problema non riguarda soltanto le grandi gare pubbliche. Possibili comportamenti corruttivi possono emergere anche nelle scelte quotidiane: nella gestione di una lista d’attesa, nell’assegnazione di un incarico, nella prescrizione di un farmaco o nei rapporti tra sanità pubblica e strutture private accreditate.

a cura dell’avv. Maria Antonella Mascaro

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *