COMUNICATO 06 LUGLIO 2026
A distanza di oltre dieci anni arriva un aggiornamento delle tariffe nazionali per la riabilitazione ospedaliera e la lungodegenza post-acuzie. È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 30 giugno il decreto del Ministero della Salute, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, che ridefinisce le tariffe massime per la remunerazione delle prestazioni a carico del Servizio sanitario nazionale. Il provvedimento, previsto dalla Legge di Bilancio 2025, è entrato in vigore il 1° luglio 2026 e rappresenta, dunque, il primo aggiornamento organico dal decreto del 18 ottobre 2012. Il provvedimento è strutturato per garantire standard di cura uniformi e sostenere le strutture su tutto il territorio nazionale (incluso l’ambito territoriale di riferimento in Campania). Ed invero, il richiamato Decreto prevede un aumento medio del 14%. Le tariffe giornaliere vedono un incremento medio significativo, con picchi fino al 24% per le prestazioni ad alta complessità (MDC 1, codice 60). In particolare per la Riabilitazione neurologica la tariffa giornaliera passa da circa 273 euro a 330 euro (+21%); Area cardiocircolatoria: la tariffa aumenta da 251 euro a 286 euro al giorno; Area respiratoria: aumenta da 231 euro a 263 euro al giorno; Lungodegenza post-acuzie: la tariffa ordinaria giornaliera aumenta da 154 a 190 euro (+23,4%); Stati vegetativi e minima coscienza: la quota giornaliera sale da 262 euro a 320 euro. L’adeguamento mira a coprire l’evoluzione dei costi strutturali subiti dalle strutture sanitarie negli ultimi 14 anni. Questo incremento garantisce la sostenibilità dei servizi del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) e l’appropriatezza dei ricoveri riabilitativi. Le tariffe approvate costituiscono il limite massimo di riferimento per tutte le Regioni e per la gestione della mobilità interregionale. L’operazione è sostenuta da un fondo complessivo di circa un miliardo di euro, di cui 350 milioni destinati immediatamente al settore riabilitativo. L’obiettivo dichiarato è adeguare la remunerazione delle prestazioni all’evoluzione dei costi e delle esigenze assistenziali, mantenendo come riferimento i principi di appropriatezza, efficienza e sostenibilità economica del Servizio sanitario nazionale. Il decreto stabilisce così le nuove tariffe massime di riferimento, che costituiranno il limite nazionale per la remunerazione delle prestazioni, lasciando alle Regioni la possibilità di adottare propri tariffari, anche superiori, purché nel rispetto degli equilibri di bilancio previsti dalla normativa vigente.
avv. Rossella Gravina

