COMUNICATO 04 GIUGNO 2026
La giurisprudenza di merito e di legittimità, negli ultimi anni e nelle ultime pronunce, si è espressa a favore nei casi di pazienti affetti da alzheimer e demenze gravi, quando le prestazioni hanno una grossa componente sanitaria, nel senso che le stesse devono rientrare nei livelli essenziali di assistenza.
Per la prima volta, però, il Tribunale di Roma, con la sentenza n. 7943 del 2026, arricchisce il parterre dei soggetti del giudizio che, precedentemente vedeva protagonisti le strutture e le aziende sanitarie locali, sostanzialmente tirando in ballo la responsabilità della regione (nel caso di specie il Lazio), cioè l’ente di governo del sistema sanitario regionale, nella sua funzione di programmazione, coordinamento e finanziamento.
Il Tribunale di Roma supera l’impostazione data dalle Corti territoriali di Milano e Roma specialmente e dalla Corte di Cassazione, i quali individuavano la responsabilità esclusivamente nelle aziende sanitarie, riconoscendo, con questa pronuncia, alla regione un ruolo diretto che produce effetti sull’intero contenzioso nazionale.
Dunque la regione assume una legittimazione passiva nel procedimento instaurato effettiva, sua propria, senza subire come soggetto terzo, ma potendo costituirsi nel giudizio, rispondendo direttamente per i rapporti giuridici derivanti dal suo ruolo di governance del servizio sanitario regionale.
In tutti i casi in cui si parli di grave non autosufficienza, la componente sanitaria e quella socioassistenziale non sono separabili ai fini del riparto dei costi, quando le medesime inserite in un progetto terapeutico individualizzato.
La sentenza apre vari scenari per i procedimenti in corso o in fase di valutazione, in quanto permette di ampliare il numero di soggetti che possono essere convenuti in giudizio e nello stesso tempo dà modo alla regione di potersi difendere e spiegare autonomamente con un proprio patrocinio. Inoltre, la pronuncia fa sì che si possano recuperare somme versate in un arco temporale più lungo grazie al termine di prescrizione decennale. In tal modo si rafforza il livello di responsabilità a favore del cittadino.
Secondo il rapporto Alzheimer Europe 2025, in Italia le persone affette da demenza sono circa un milione e mezzo, con una proiezione di crescita per oltre i due milioni entro il 2050. Le rette delle RSA sono una delle voci di spesa principali per le famiglie che sopportano costi oscillanti fra il 1.500 e i 3.000 euro al mese, a seconda del territorio. Dunque un costo molto gravoso che nell’arco dell’anno può superare i 70.000 euro. Questa sentenza ha il merito di accelerare il processo che normativamente e organicamente non si vuole evolvere sull’aumento dei livelli essenziali di assistenza, responsabilizzando le regioni che diventano a pieno titolo parte del contenzioso, un contenzioso che non poteva più essere giocato fra paziente e famiglia, struttura e ASL.
a cura dell’avv. Maria Antonella Mascaro

