Report dell’osservatorio Gimbe: frodi e abusi in sanità

Sono ben 65 le tipologie di frodi e abusi che fanno capo a nove aree nella prima “tassonomia” di illeciti e anomalie in sanità che la Fondazione Gimbe propone di adottare, per uniformare linguaggio, classificazione e criteri di monitoraggio. La proposta è contenuta nel Report dell’Osservatorio Gimbe “Frodi e abusi in sanità”, presentato dal presidente Nino Cartabellotta presso la sede dell’Anac, l’Autorità nazionale anticorruzione, con cui ha in atto un protocollo d’intesa. Il Report, infatti, propone un’analisi sistemica del fenomeno, fondata sulla revisione della letteratura internazionale, delle evidenze scientifiche, delle esperienze istituzionali e delle principali casistiche emerse in ambito giudiziario, amministrativo e organizzativo. Il documento approfondisce i fattori che favoriscono frodi e abusi, il loro impatto sulla salute della popolazione e sulla sostenibilità del SSN.  La sanità è tra i settori più vulnerabili proprio per l’enorme volume di spesa legato agli acquisti. Anac stima che nel 2023 il 25% del valore complessivo dei contratti pubblici abbia riguardato farmaci, dispositivi medici e servizi come mense o pulizie negli ospedali, per un totale di 70,5 miliardi, dato che indica l’ampiezza dell’area di spesa pubblica più esposta. In Italia negli ultimi tre anni il 13% degli episodi corruttivi hanno riguardato proprio il settore della sanità. Ed invero, in ambito sanitario sono allocate ingenti risorse economiche, che si traducono anche in appalti per forniture di materiale sanitario e assunzioni. Inoltre, dall’analisi dei dati è emerso che quello sanitario è un settore sensibile a diverse forme di condizionamento esterno e rappresenta uno strumento per mantenere il consenso e il controllo del territorio. Uno strumento di consenso di cui si serve molto anche la politica. Perché la politica condiziona le nomine nella sanità guardiamo ai primari oltre che ai vertici di ospedali e aziende sanitarie.  Frodi e abusi in sanità, dunque, non vengono letti come episodi isolati, ma definiti come “distorsioni strutturali” che attraversano l’intero Servizio sanitario nazionale, con impatti su allocazione delle risorse, accesso alle cure e fiducia dei cittadini. È in questo scenario che si inseriscono il protocollo d’intesa e il confronto strategico tra Anac e Fondazione Gimbe. L’obiettivo è tracciare una tassonomia scientifica di frodi e abusi, mappare il rischio e strutturare difese più efficaci a tutela del bene pubblico più prezioso: la salute.

avv. Rossella Gravina

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