COMUNICATO 08 APRILE 2026
Il 29 aprile si aprirà all’Aran (Agenzia Rappresentanza Negoziale Pubbliche Amministrazioni) la trattativa per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro dei medici e dei dirigenti sanitari, relativo al triennio 2025-2027.
La notizia è accolta con un certo favore dalle federazioni sindacali ANAOO e CIMO-FESMED perché l’incontro all’Aran è stato avviato prima della firma del contratto nazionale del lavoro che riguarda il comparto sanità, ma sussistono alcune perplessità che si incentrano sull’atto di indirizzo emanato dalle regioni.
L’atto ha formalmente avviato il percorso negoziale per la dirigenza medica e sanitaria, definendo priorità e ambiti di intervento per il nuovo contratto, in coerenza con le risorse finanziarie a disposizione, stabilite nella legge di bilancio e finalizzate a rafforzare attrattività e sostenibilità del lavoro medico e sanitario. Le risorse dovranno garantire un equilibrio tra incremento degli stipendi tabellari, rafforzamento della retribuzione di posizione e di risultato e valorizzazione delle indennità legate a particolari condizioni di lavoro.
Dunque una serie di “paletti” che devono fare i conti con le risorse a disposizione. Per esempio quelle destinate all’incremento dell’indennità di pronto soccorso nei limiti di 15 milioni di euro complessivi lordi a decorrere dal 1º gennaio 2025 e di ulteriori 15 milioni di euro, complessivi lordi, a decorrere dal 1° gennaio 2026.
Grande spazio alle condizioni lavorative attraverso un sistema di revisione e monitoraggio dell’orario lavorativo, di gestione degli straordinari, della tutela sulla salute e sicurezza dei lavoratori. Sono previsti interventi anche sulla mensa, sulle pause e sul recupero.
Nell’atto di indirizzo sono previsti regimi per gli incarichi aziendali, per l’aumento di responsabilità, retribuzioni da posizione al fine di valorizzare le funzioni di controllo, direttive, con proposta di incremento del valore della retribuzione per i giovani dirigenti.
L’intervento è anche su strumenti per la flessibilità organizzativa; sviluppo delle competenze professionali e manageriali, con focus su innovazione digitale, telemedicina e fascicolo sanitario elettronico; aggiornamento e formazione. Con l’atto di indirizzo si aprono diversi scenari: non solo risorse aggiuntive, ma una revisione complessiva degli assetti organizzativi e professionali per rendere più attrattivo e sostenibile il lavoro nel Servizio sanitario nazionale.
I rappresentanti del comparto sanitario non sono disposti a firmare contratti a ribasso, né tantomeno accettare arretramenti.
I primi incontri sono fissati per il 22 e per il 29 aprile nel corso dei quali i rappresentanti dei dirigenti e non del settore sanitario sono intenzionati a costruire un contratto più attento alle condizioni di lavoro, che valorizzi le competenze attraverso un’organizzazione che si adatta al cambiamento, rafforzando e non minando il sistema sanitario.
a cura dell’avv. Maria Antonella Mascaro

