Progressi nello studio delle malattie neurodegenerative: alzheimer e parkinson, scoperte le ‘spie’ molecolari

La malattia di Parkinson è la seconda malattia neurodegenerativa più diffusa al mondo, dopo l’Alzheimer, con importanti oneri clinici, sociali ed economici. Nella maggior parte dei casi la diagnosi arriva «troppo tardi per un trattamento efficace», quando i danni neuronali si sono già manifestati. E proprio i cambiamenti molecolari caratteristici della fase iniziale della malattia possono costituire la base per test diagnostici presintomatici. Ed è proprio in questa fase presintomatica che i biomarcatori molecolari potrebbero fare la differenza. Su questi presupposti si inserisce un’analisi senza precedenti di 250 milioni di proteine provenienti da 35mila campioni che ha portato alla scoperta di “spie” molecolari per le principali malattie neurodegenerative, tra cui AlzheimerParkinson, Sclerosi laterale amiotrofica (Sla) e demenza frontotemporale. Questi importanti risultati che sono stati pubblicati, nel dicembre 2025, in cinque articoli sulle riviste Nature Medicine e Nature Aging dal Global Neurodegeneration Proteomics Consortium (Gnpc), permettono dunque di effettuare delle diagnosi più precoci e soprattutto di trovare delle terapie più efficaci. È stata infatti un’iniziativa che ha riunito ricercatori di tutto il mondo con l’obiettivo di migliorare la comprensione dei meccanismi alla base di questi disturbi.  Le malattie neurodegenerative, purtroppo, fanno ancora oggi molta paura e rappresentano una sfida sempre più impegnativa, colpendo oltre 57 milioni di persone nel mondo. Si prevede che questo numero raddoppi ogni 20 anni. Identificare biomarcatori per una diagnosi precoce è fondamentale, ma fino ad ora era stato difficile a causa della mancanza di dati sufficienti. Un problema superato grazie alla vasta analisi e allo studio i cui risultati offrono nuove opportunità per diagnosi precoci e terapie mirate, rendendo più facile la identificazione precoce di queste malattie neurodegenerative. Lo studio principale è stato condotto da Farhad Imam della Gates Ventures, la compagnia fondata da Bill Gates che si occupa di fare ricerca nell’ambito del cambiamento climatico, dell’energia pulita e delle malattie neurodegenerative e presentato su Nature Medicine. “Siamo più vicini che mai al giorno in cui una diagnosi di Alzheimer non sarà più una condanna a morte”, scrive Bill Gates in un commento proprio su Nature Medicine: “Il Gnpc è un esempio perfetto di ciò che è possibile quando gli scienziati di tutto il mondo lavorano insieme”. In futuro, dunque, un semplice esame del sangue potrà rivelare l’esistenza di tali patologie per cercare di contenerne gli effetti negativi.

avv. Rossella Gravina

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