La riforma del sistema sanitario

La riforma sanitaria è giunta ad un punto di svolta in termini di ciò che il Governo chiama nuovo modello organizzativo al fine di rafforzare la tutela della salute secondo i canoni stabiliti dalla Costituzione e dall’art. 32 in particolare.

I prodromi del riformismo si ritrovano nella riorganizzazione dell’assistenza sanitaria territoriale del 2022 che ha creato le case di comunità, cioè strutture aperte fino a 24 ore per 7 giorni, finanziate con i fondi del PNRR, diffuse in tutto il territorio nazionale. Ancora con la creazione della centrale operativa 116117 (Numero Europeo Armonizzato per le cure mediche non urgenti) che fornisce un servizio telefonico gratuito a disposizione di tutta la popolazione, 24 ore al giorno per tutti i giorni, da contattare per ogni esigenza sanitaria e sociosanitaria a bassa intensità assistenziale. Per quanto riguarda il personale sanitario sono apparse le nuove figure professionali, quali l’infermiere di famiglia, che assicura l’assistenza infermieristica, a diversi livelli di complessità, in collaborazione con tutti i professionisti presenti nella comunità in cui opera e si occupa delle cure assistenziali verso i pazienti, ma interagisce con tutti gli attori e le risorse presenti nella comunità per rispondere a nuovi bisogni attuali o potenziali. Ancora l’unità di continuità assistenziale che è un’équipe mobile distrettuale per la gestione e il supporto della presa in carico di individui, o di comunità, che versano in condizioni clinico-assistenziali di particolare complessità e che comportano una comprovata difficoltà operativa. Fino ad arrivare al potenziamento dell’assistenza domiciliare, agli ospedali di comunità, all’intensificazione delle cure palliative, in grado di garantire la presa in carico globale dell’assistito e del suo nucleo familiare, in ambito ospedaliero, con l’attività di consulenza nelle unità operative, ambulatoriali, domiciliari e negli hospice.  

Inoltre i servizi per la salute dei minori, delle donne, di coppia e di famiglia e i servizi di telemedicina tramite erogazione di prestazioni sanitarie a distanza attraverso l’uso di dispositivi digitali, internet, software e delle reti di telecomunicazione.

Il Consiglio dei Ministri ha approvato un disegno di legge delega che affida al Governo il compito di adottare entro il 31 dicembre 2026 uno o più decreti legislativi per aggiornare il decreto legislativo 502 del 1992, sul riordino della disciplina in materia sanitaria.

La riforma dovrà avere basi che partono da una proposta del Ministro della Salute, di concerto con il Mef e gli altri dicasteri competenti, di intesa con la Conferenza Stato-Regioni. Successivamente un passaggio parlamentare per i pareri delle Commissioni.  

Punta, innanzitutto, al rafforzamento dell’integrazione tra ospedale e territorio, anche attraverso l’aggiornamento degli standard fissati dal DM 77 del 2022 sull’assistenza territoriale.  

Una delle novità è rappresentata dall’incremento degli ospedali di terzo livello, strutture di eccellenza pubbliche o gestite da enti privati senza scopo di lucro o da enti religiosi, da finanziare con risorse dedicate.

Questi ospedali saranno individuati secondo criteri e requisiti omogenei di livello nazionale, quali il possesso di elevati standarddi qualità, del numero di assistiti proveniente da altre regioni, dell’attività di ricerca svolta nell’ambito della struttura.

Nella manovra di bilancio era previsto un progetto per migliorare l’organizzazione degli ospedali e della gestione sanitaria, puntando all’innovazione, all’efficienza e alla qualità delle cure. L’iniziativa era rivolta agli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico e agli ospedali di rilievo nazionale e di alta specializzazione.

Con la riforma si individuano gli ospedali elettivi, strutture prive di pronto soccorso, ma operanti in rete con l’emergenza-urgenza, nel rispetto di tempi massimi di collegamento e requisiti in grado di individuare standard strutturali, tecnologici e organizzativi uniformi su tutto il territorio nazionale, per garantire il rispetto dei livelli essenziali di assistenza.

Si mira ad una maggiore appropriatezza e continuità delle cure valorizzato il ruolo delle buone pratiche clinico-assistenziali e organizzative.

Spazio maggiore alle persone fragili e all’assistenza domiciliare.

Il disegno di legge da spazio alla bioetica clinica, puntando all’umanizzazione delle cure con un nuovo riordino dei servizi di salute mentale, neuropsichiatria infantile, dipendenze e sanità penitenziaria. Attenzione particolare alla digitalizzazione dei dati sanitari con un processo già iniziato da alcuni anni, tutto reso effettivo ed esecutivo attraverso decreti attuativi.  

a cura dell’avv. Maria Antonella Mascaro

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