Il piano nazionale per la sicurezza del paziente

Nel corso della giornata nazionale per la sicurezza delle cure, promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, tenutasi a Roma la scorsa settimana, è intervenuto il Ministro della Salute che, in vista della prossima manovra finanziaria, ha relazionato sui futuri fondi da destinare alla sanità, sottolineando le preoccupazioni espresse dalle regioni sul finanziamento del Servizio sanitario nazionale. Infatti, gli enti locali hanno lanciato l’allarme sul possibile calo dell’incidenza della spesa sanitaria sul pil, stimando un ammanco di circa 11 miliardi di euro.

Il problema non è solo di fare le riforme, ma di come attuarle, dove reperire le risorse ed avere la capacità di impiegarle in modo efficace.

La giornata di quest’anno ha avuto un focus particolare sulle malattie croniche, in particolare quelle oncologiche. A maggior ragione in questi casi il tema centrale rimane quello dell’accessibilità alle cure, in uno con le liste di attesa, i costi delle prestazioni e le differenze territoriali. E’ necessario intervenire sulla prevenzione per evitare che le persone si ammalino e poter conservare il principio costituzionale dell’universalità delle cure.

A tale proposito del corso della giornata per la sicurezza delle cure il Ministro della salute ha, inoltre, annunciato l’avvio delle attività per la predisposizione del primo piano nazionale per la sicurezza del paziente, in accordo con le regioni e con vari esperti di risk management, al fine di costruire un modello per la previsione e gestione dei rischi clinici, per creare un sistema di prevenzione.

Le attività sono guidate dall’Osservatorio nazionale per le buone pratiche sulla sicurezza nella sanità di Agenas.

Il piano ricalca il Global Patient Safety Action Plan dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, adeguato alla realtà e alle problematiche nazionali.

I lavori sono in corso e il piano dovrà essere esaminato dalla Conferenza delle Regioni entro la fine dell’anno.

Il governo ha investito 11 milioni di euro nella ricerca legata ai simulatori, alla robotica e all’intelligenza artificiale, per formare medici, operatori sanitari e specializzandi per rendere le cure più sicure ed accessibili a tutti.

a cura dell’avv. Maria Antonella Mascaro

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