COMUNICATO 09 FEBBRAIO 2026
La tensione tra i lavoratori della sanità privata e delle rsa che ha portato alla proclamazione ufficiale dello stato di agitazione da parte delle Sigle sindacali Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl sarebbe dovuta alla mancata apertura del negoziato con le centrali datoriali Aiop e Aris per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di settore. Ed invero, “a distanza di settimane dall’incontro istituzionale del 22 dicembre scorso al Ministero della Salute, non è ancora arrivata alcuna convocazione del tavolo di confronto annunciato. Un fatto grave, che smentisce gli impegni assunti davanti alle lavoratrici e ai lavoratori e alimenta una frustrazione ormai insostenibile”. Lo dichiarano, in una nota stampa, i Segretari generali di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, Federico Bozzanca, Roberto Chierchia e Rita Longobardi, che commentano così la mancata apertura del negoziato. “Parliamo di oltre 300mila lavoratrici, lavoratori e professionisti – proseguono – con contratti scaduti da 8 e 13 anni, che continuano ogni giorno a garantire un servizio pubblico essenziale, spesso alle persone più fragili, senza alcuna prospettiva di rivalutazione salariale e di aggiornamento normativo. È inaccettabile che, mentre per la sanità pubblica è imminente l’avvio della trattativa 2025-2027, chi svolge lo stesso ruolo nel privato accreditato resti ancora senza risposte”. “Questa situazione – sottolineano i sindacati – pesa anche sulle profonde disuguaglianze retributive rispetto alla sanità pubblica: per alcune figure, come gli infermieri, il divario arriva a circa 500 euro mensili. Una condizione che rende sempre meno attrattivo il lavoro nelle strutture accreditate e mette a rischio la qualità e la tenuta dei servizi”. “Ministero della Salute e Conferenza delle Regioni devono ora assumere un ruolo più incisivo – aggiungono Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl – anche nei confronti di AIOP e ARIS. Le richieste si sostanziano nell’avvio urgente del tavolo di confronto e in vincoli contrattuali più stringenti per le strutture accreditate che ricevono fondi pubblici. “Ci riserviamo di attivare tutte le iniziative di mobilitazione necessarie, comprese quelle più incisive, qualora non si proceda con urgenza alla convocazione del tavolo negoziale. Restiamo disponibili al confronto, ma non tollereremo ulteriori rinvii”, si legge nella dichiarazione congiunta dei rappresentanti promotori dell’agitazione. I sindacati non escludono ulteriori iniziative se non arriveranno risposte concrete dal Ministero della Salute. In assenza di un rapido riscontro, dunque, si annunciano mobilitazioni più incisive, ribadendo comunque la disponibilità al confronto.

